Il parco nella mappa Pasiani del 1783

Il documento più interessante per ora emerso dagli archivi e riferito al complesso della villa è il dettaglio presente nella mappa Pasiani del 1783 che raffigurava il complesso sistema dei diritti sulle acque posseduto dalla famiglia veneziana. La carta mostra in modo chiaro la consistenza e gli usi della proprietà attorno alla villa.

dettaglio-pasiani-1787

Con il simbolo A si riconosce il recinto della villa seicentesca delimitata dalle due lunghe barchesse, A nord est i terreni dei Correr erano attraversati da un viale che poi finiva sulla strada in fregio alla Brentella. Con la lettera B veniva individuato il recinto dei contadini e servitori di casa che avevano il compito di gestire l’orto e coltivare gli impianti e il parco della villa.A Nord Ovest si estendeva il brolo settecentesco pensato come un luogo per l’agricoltura usufruibile e percepibile solo dalla famiglia. Un pezzo di campagna agricola attrezzato come un parco e tripartito per funzioni che si disponevano attorno a un grande viale che un documento settecentesco ricorda delimitato da una siepe di carpini, come nei grandi giardini dell’epoca.

Attraversando l’arco della barchessa si incontrava prima il brolo con gli alberi da frutta. Poi le due peschiere che dovevano produrre pesce per la famiglia e poi un sistema di campi analogo a quello esterno al recinto, e quindi segnato dalla classica alternanza di piantate di vigna e lunghe strisce di seminativo.

A nord, lungo la roggia c’era un ampio boschetto attraversato dall’acqua di risorgiva e ancora oggi in parte presente.

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Un pensiero riguardo “Il parco nella mappa Pasiani del 1783

  1. Non potendo essere presente all’ultimo incontro del 19 Novembre prossimo, esprimo il mio contributo in merito ai possibili interventi sull’ultima porzione di villa che verrà presa in esame:
    1-abbattimento della stalla e rimozione di tutti i prefabbricati nonchè del plateau di cemento, In questo modo si “aprirebbe” lo spazio retrostante dando una prospettiva di ampio respiro ed il parco inclusivo che avevo suggerito potrebbe evitare una sorta di ghettizzazione (lamentata da alcuni). In questo modo avrebbe tre caratteristiche positive: sicurezza, distanza dal rumore, distanza dallo smog stradale.
    2-piantumazione dello spazio ottenuto con un contenuto numero di essenze autoctone per arredare e con comprimere
    3-In collaborazione con il consorzio “mele antiche” di Maniago (o assimilati), ricreazione del frutteto dove, ancora oggi, permangono alcune piante da frutto striminzite ed eliminazine delle piante cresciute vicino alla mura.
    4-“rinvigorimento” della olla a Nord del parco per permettere ai laghetti di essere tali e non diventare stagni di acqua putrida.
    5-sostituzione dei pioppi cipressini morti o sradicati per completare la loro corona attorno ai laghetti.
    6-apertura di due accessi sul fronte strada.
    7-piantumazione mirata del prato dove, un tempo, c’era la vigna, mantenendo, però, una zona completamente libera (delle dimensioni all’incirca di un campo di calcio)
    8-creazione di un percorso vita che si snodi attraverso tutto lo spazio citato: ex stalla, brolo, prato.
    9-eliminazione del cancello di servizio e ripristino della mura originale, al massimo l’ si potrebbe ricavare un arco con passaggio pedonale.
    10-mantenimento del viale con i noci.
    11-permesso di montare gazebo ed assimilati sono in occasione di manifestazioni e limitatamente al tempo necessario per lo svolgimento delle stesse.

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