Proposte per una lettura del luogo

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin
area ‘ampliamento novecentesco’
Considerando la parte dell’ “ Ampliamento novecentesco” parte su via Gabelli:
ANTONIO:
sarebbe interessante recuperare il tracciato della strada antica che passava accanto alla barchessa est e proseguiva ove ora c’è il locale ‘Carpacceria Goretti’;
sarebbe possibile creare delle aperture alla ‘recinzione’, qualunque essa sia, ad esempio anche in prossimità della rotonda, verso la via Gabelli;
la caduta dei grandi tigli che oscuravano la vista della facciata della barchessa est, alla fine ha consentito una bella visione della facciata per chi proviene da Pordenone;

FIORELLA:
può essere previsto un percorso ciclabile ma non deve interferire con quello/i pedonali e dunque meglio farlo passare all’interno, ma lungo il confine del parco (per quanto riguarda ad es. via Gabelli);
sono richiesti da più parti giochi per bambini, ma in assoluta sicurezza. Perciò è auspicabile che siano ‘recintati’, in modo che gli utilizzatori non possano avere contatto con il traffico automobilistico;
considerare soluzioni sia botaniche che di arredo che spaziali, a bassa manutenzione (considerazione relativa al fatto che attualmente i lavori di manutenzione sono affidati all’associazione Proporcia);

ADRIANO:
per rendere ‘vivo’ il parco bisogna aumentare l’attraversamento delle aree, soprattutto di questa parte che è adiacente a negozi, attività, ecc. dunque sarebbe opportuno prevedere più ‘ingressi’ all’area verde;

CORRADO:
raccomadazione di mantenere ampia area a prato (eventualmente potrebbe essere aumentata la presenza di ‘prato fiorito’, ma a bassa manutenzione);

DANIELA:
inserire anche aiuole fiorite, con simmetrie che valorizzino la facciata della barchessa est;
risolvere il problema del rumore proveniente dalla strada: con una siepe alta e aperture? Con un leggero ‘rilevato’ piantumato a cespugli bassi? Con materiali che ‘assorbano’ il rumore?

FERDINANDO:
suggerisce di chiudere anziché con una rete (come ora) il perimetro dell’area con una ‘siepe’ di acero campestre (Acer campestre) intrecciato, come si faceva un tempo;
A questo proposito si propone una votazione:

Recinzione con:
1. una ‘siepe’ intervallata da qualche ‘apertura’ in Acer campestre intrecciato: 16 voti
2. senza alcuna siepe o al massimo una sipe bassa invalicabile (es. rose spinosissime): 12 voti
3. una recinzione più ‘ricca’ dell’attuale (tipo i recinti in ferro battuto dei parchi francesi): 6 voti
4. mantenere la rete così com’è ora: 2 voti
Considerando la parte dell’ “ Ampliamento novecentesco” retro della villa -area a nord:
Data la conformazione del terreno, la zona a nord che mostra delle radure soleggiate e più alte in quota, viene considerata da tutti la migliore per posizionare eventuale ‘area giochi’;
inoltre si ritiene interessante posizionare in qualche parte del parco anche una serie di attrezzature per il ‘fitness’ degli ‘anziani’ (anche come momento di socialità).

E’ ritenuta difficilmente percorribile l’ipotesi di far curare aiuole alla comunità o di farle ‘gestire’…

Tutti sono d’accordo nel permettere l’uso ‘aperto’ (una sorta di ‘piazza’) dell’area prospicente la via Gabelli, chiudendo invece (ad orario giornaliero), la parte a nord/retro della Villa e dividerla dal resto con ‘barriera antirumore’, ovvero con un muro ‘assorbente’ rivestito da verde (siepi- ad es. da una parte topiata e dall’altra lasciata al naturale);
questa soluzione consentirebbe, in aree del giardino diventate meno rumorose, anche un maggiore utilizzo da parte della scuola di musica per realizzare all’aperto concertini ecc.

In generale la presenza delle piante è valutata in maniera abbastanza realistica: se dovesse essere necessario un abbattimento veramente funzionale ad un progetto migliore, non ci sarebbero contrarietà.
Sarebbe comunque meglio mantenere alcune piante/alberi di grande dimensione perchè ‘strutturano’ già il verde.
Notata l’incongruenza tra specie di piante presenti (betulle accanto ad abeti, accanto a palme, a cipressi, a magnolie, ecc.) tutti sono d’accordo nel pensare ad una oculata selezione ed eventualmente ‘rafforzamento’ delle piantagioni con essenze che mostrino il variare delle stagioni (foglie colorate, fiori e frutti) ed abbiano anche aspetti di interesse botanico ma possibilmente di tipo autoctono e non ‘esotico’.

schizzo-1

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