Un sopralluogo piovoso

Sabato scorso ci siamo incontrati per la seconda volta all’interno del parco con i cittadini che desiderano collaborare al progetto di recupero del parco di Villa Correr Dolfin. La pioggia battente e il vento ci hanno costretti a rinchiuderci all’interno della ex-stalla dove sui tavoli della Proporcia abbiamo squadernato le carte e iniziato la discussione.

Durante un momento di pausa della pioggia, quelli che erano rimasti, hanno comunque svolto un sopralluogo nella zona della corte agricola elaborando e confrontando le informazioni emerse durante lo studio cooperativo delle carte. Durante la visita la pioggia è progressivamente aumentata e alla fine siamo dovuti rientrare nella stalla per fissare sulla carta le osservazioni fatte. In modo particolare si è presa coscienza della dimensione delle aie a servizio degli edifici rurali. In modo speciale ci si è concentrati sul tema delle connessioni e sulla necessità di legare la villa anche ai tessuti insediativi posti a nord. Questo asse di accesso permetterebbe di sfruttare il parcheggio delle scuole e di Via Vittorino da Feltre durante gli eventi che ormai si svolgono nel parco. Inoltre nei pressi delle scuole un vecchio cancello permetteva l’accesso al recinto agricolo e si tratterebbe solo di riattivarlo. In questo modo anche i cittadini che abitano a monte della villa potrebbero arrivare comodamente e il grande parco potrebbe trasformarsi in una grande “cerniera” territoriale.20161105_10150820161105_10190020161105_10384420161105_10390120161105_10392020161105_105003

L’uscita sotto la pioggia20161105_11570220161105_11593520161105_115948

I cespugli posti a fianco della residenza contadina nascondo un fabbricato crollato adiacente alla palestra delle scuole.

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Il cortile del recinto agricolo permetteva di raggiungere i campi posti a monte del brolo attraverso un cancello in ferro oggi quasi coperto dalla vegetazione ruderale che ha aggredito il muro di cinta in sassi.20161105_12132920161105_121458

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Secondo incontro a piedi ‘coperti’ nel parco

Domani mattina alle 10,00 ci ritroveremo per la seconda volta nel Parco di Villa Correr Dolfin per discutere con i cittadini sul futuro degli spazi aperti e delle dipendenze agricole di un luogo estremamente importante in passato. Si tratta del recinto agricolo che conteneva le case dei contadini e gli orti che gli stessi gestivano per la famiglia Correr. Questo ampio rettangolo di agricoltura era una appendice importante del più ampio recinto del brolo e ospitava le case agricole e qualche annesso per gli animali di corte.

L’intento è quello di capire cosa può diventare questo spazio rispetto agli utilizzi che la cittadinanza potrà farne nel prossimo futuro.

Come sabato scorso armatevi di voglia di discutere….

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Proposte per una lettura del luogo

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin
area ‘ampliamento novecentesco’
Considerando la parte dell’ “ Ampliamento novecentesco” parte su via Gabelli:
ANTONIO:
sarebbe interessante recuperare il tracciato della strada antica che passava accanto alla barchessa est e proseguiva ove ora c’è il locale ‘Carpacceria Goretti’;
sarebbe possibile creare delle aperture alla ‘recinzione’, qualunque essa sia, ad esempio anche in prossimità della rotonda, verso la via Gabelli;
la caduta dei grandi tigli che oscuravano la vista della facciata della barchessa est, alla fine ha consentito una bella visione della facciata per chi proviene da Pordenone;

FIORELLA:
può essere previsto un percorso ciclabile ma non deve interferire con quello/i pedonali e dunque meglio farlo passare all’interno, ma lungo il confine del parco (per quanto riguarda ad es. via Gabelli);
sono richiesti da più parti giochi per bambini, ma in assoluta sicurezza. Perciò è auspicabile che siano ‘recintati’, in modo che gli utilizzatori non possano avere contatto con il traffico automobilistico;
considerare soluzioni sia botaniche che di arredo che spaziali, a bassa manutenzione (considerazione relativa al fatto che attualmente i lavori di manutenzione sono affidati all’associazione Proporcia);

ADRIANO:
per rendere ‘vivo’ il parco bisogna aumentare l’attraversamento delle aree, soprattutto di questa parte che è adiacente a negozi, attività, ecc. dunque sarebbe opportuno prevedere più ‘ingressi’ all’area verde;

CORRADO:
raccomadazione di mantenere ampia area a prato (eventualmente potrebbe essere aumentata la presenza di ‘prato fiorito’, ma a bassa manutenzione);

DANIELA:
inserire anche aiuole fiorite, con simmetrie che valorizzino la facciata della barchessa est;
risolvere il problema del rumore proveniente dalla strada: con una siepe alta e aperture? Con un leggero ‘rilevato’ piantumato a cespugli bassi? Con materiali che ‘assorbano’ il rumore?

FERDINANDO:
suggerisce di chiudere anziché con una rete (come ora) il perimetro dell’area con una ‘siepe’ di acero campestre (Acer campestre) intrecciato, come si faceva un tempo;
A questo proposito si propone una votazione:

Recinzione con:
1. una ‘siepe’ intervallata da qualche ‘apertura’ in Acer campestre intrecciato: 16 voti
2. senza alcuna siepe o al massimo una sipe bassa invalicabile (es. rose spinosissime): 12 voti
3. una recinzione più ‘ricca’ dell’attuale (tipo i recinti in ferro battuto dei parchi francesi): 6 voti
4. mantenere la rete così com’è ora: 2 voti
Considerando la parte dell’ “ Ampliamento novecentesco” retro della villa -area a nord:
Data la conformazione del terreno, la zona a nord che mostra delle radure soleggiate e più alte in quota, viene considerata da tutti la migliore per posizionare eventuale ‘area giochi’;
inoltre si ritiene interessante posizionare in qualche parte del parco anche una serie di attrezzature per il ‘fitness’ degli ‘anziani’ (anche come momento di socialità).

E’ ritenuta difficilmente percorribile l’ipotesi di far curare aiuole alla comunità o di farle ‘gestire’…

Tutti sono d’accordo nel permettere l’uso ‘aperto’ (una sorta di ‘piazza’) dell’area prospicente la via Gabelli, chiudendo invece (ad orario giornaliero), la parte a nord/retro della Villa e dividerla dal resto con ‘barriera antirumore’, ovvero con un muro ‘assorbente’ rivestito da verde (siepi- ad es. da una parte topiata e dall’altra lasciata al naturale);
questa soluzione consentirebbe, in aree del giardino diventate meno rumorose, anche un maggiore utilizzo da parte della scuola di musica per realizzare all’aperto concertini ecc.

In generale la presenza delle piante è valutata in maniera abbastanza realistica: se dovesse essere necessario un abbattimento veramente funzionale ad un progetto migliore, non ci sarebbero contrarietà.
Sarebbe comunque meglio mantenere alcune piante/alberi di grande dimensione perchè ‘strutturano’ già il verde.
Notata l’incongruenza tra specie di piante presenti (betulle accanto ad abeti, accanto a palme, a cipressi, a magnolie, ecc.) tutti sono d’accordo nel pensare ad una oculata selezione ed eventualmente ‘rafforzamento’ delle piantagioni con essenze che mostrino il variare delle stagioni (foglie colorate, fiori e frutti) ed abbiano anche aspetti di interesse botanico ma possibilmente di tipo autoctono e non ‘esotico’.

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