Sintesi della discussione relativa al recinto degli orti

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin

area ‘recinto degli orti’

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Nella mappa del Pasiani (1783) Il recinto con le case degli agricoltori e domestici compare con la lettera B subito dopo l’insediamento di Villa sergnato con A.

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Nel catasto austriaco si nota l’edificio completamente edificato a nord e le case della servitù a est. Lo spazio di aia di fronte agli edifici è molto grande mentre lo spazio agricolo è segnato con un verde intenso.

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Nella foto aerea del 1953 si notano invece importanti piantagioni che hanno riorganizzato tutto lo spazio interno al recinto occupando anche parte dell’aia.

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin

area ‘recinto degli orti’

Considerando la parte del ‘recinto degli orti’ (*), nella parte a nord ovest del parco:

(*) storicamente area in cui vi erano gli orti per la produzione alimentare per la Villa

GIUSEPPE:

  • sarebbe importante mantenere una coerenza tra le funzioni previste per gli ‘edifici rustici’, una volta riqualificati e le aree circostanti;

  • è necessario un restauro permanente delle aree e non solo interventi provvisori;

  • risulterebbe interessante la possibilità di inserire nell’ampio spazio verde un sistema’ di ‘orti sociali’;

  • l’orto è visto come ‘elemento socializzante’ ;

  • l’ ‘area degli orti sociali’ potrebbe risultare la ‘cucitura’ con il resto delle aree pubbliche (del parco ma anche delle scuole limitrofe);

  • gli edifici, ristrutturati e riqualificati, potrebbero assumere anche funzioni collegate con l’economia locale e del territorio, specialmente con quella agricola (es. punto di visibilità/vendita/ promozione di attività di giovani agricoltori ‘innovativi’).

ANTONIO:

  • bisogna avere la visione generale del complesso e dunque inserire le nuove funzioni di quest’area in rapporto a cosa verrà realizzato nelle altre;

  • va tenuto in gran conto il collegamento tra il giardino sul retro della Villa con quest’area del ‘recinto degli orti’

  • mentre la parte dell’ampliamento novecentesco è liberamente discutibile, qui ci sono presenza (‘edifici rurali’) di cui si deve tener conto, specialmente in relazione alle future funzioni;

  • per gli edifici suggerisce di adibirli quali spazi per le associazioni cittadine, anche quale ‘incubatrice’ per future altre associazioni;

  • da queste considerazioni ne deriva un ‘no’ alla realizzazione di ‘orti sociali’ in quell’area;

  • dall’accostamento delle mappe storiche significative (mappa Pasiani del 1783 e catasto napoleonico) non si notano altri edifici e si potrebbe desumere che la produzione di cibo provenisse dal paese;

  • dalle campagne circostanti di proprietà dei Correr dunque provenivano vino e frumento;

NB: da studi recenti del 2007 (studio su un inventario dei beni della Villa) si evince che, nel corpo centrale della Villa, non vi erano spazi per la servitù. Dai documenti del 1638 però si nota che vi era un’attività agricola, pertanto, con la mappa Pasiani, si ‘legge’ che oltre agli orti, stalla e brolo vi erano edifici utilizzati come abitazioni per i contadini.

GIANNI:

  • una possibilità di utilizzare l’area sarebbe di costruirvi sopra un’auditorium che manca alla città di Porcia (viene però sottolineato dai progettisti che le necessità spaziali e di movimentazione di mezzi a funzione di una sala spettacoli è notevole e non congrua con l’area a dipsosizione. Il costo poi sarebbe impegnativo e alcuni presenti suggeriscono che forse sarebbe più opportuno fruire degli spazi per spettacoli già esistenti nell’area urbana (tra Pordenone e dintorni, raggiungibili in pochi minuti);

  • non è d’accordo con realizzazione di ‘orti sociali’ perchè potrebbero diventare luoghi brutti e disordinati;

  • la proposta per l’area verde è di realizzare un ‘parco inclusivo’ a misura di portatori di handicap, ritenendo quel luogo idoneo perchè più ‘chiuso’ e protetto rispetto all’area dell’ampliamento novecentesco;

    NB: (i progettisti fanno notare che ogni ‘parco giochi’ odierno deve rispettare regole/protocolli di inclusività, ovunque esso si trovi; altri partecipanti sottolinenano che è più sicura un’area visibile a tutti che una più ‘nascosta’);

DANILA:

  • se si dovessero realizzare ‘orti sociali’ servirebbe un ‘coordinatore’ per evitare che risultino disordinati e mal coltivati, insomma affinchè abbiano anch’essi un aspetto esteticamente piacevole e ordinato;

  • è d’accordo sul transito delle biciclette nei vialetti ciclabili che possano attraversare la’rea verde, a patto che non interferiscano con i pedoni (tutti d’accordo, anche con l’idea di far attraversare l’area dal ‘Pedibus’);

  • suggerisce di lasciare comunque spazi liberi per giochi e attività e di pensare il verde in maniera complessiva ( soprattutto per le funzioni delle varie aree);

GAETANO:

  • richiedendo che gli spazi verdi, siano essi anche ‘orti sociali’, possano essere attrezzati per un utilizzo anche ‘ricreativo’ e ‘socializzante’, porta l’esempio di un piccolo parco pordenonese ove è stato realizzato un fornetto per fare il pane e una griglia per il barbecue (in cui gli utilizzatori portano da sé il necessario per il funzionamento);

GIANMARIO:

  • in un ragionamento più ampio che accenna anche all’edificio della ex stalla, sottolinea che ad ‘auditorium’ potrebbe eventualmente essere adibito anche un ampio spazio multifunzionale (per conferenze, incontri, ecc.) sottolinenando che quello sopra la scuola di musica ha problemi di ‘interferenze’ di visibilità a causa di colonne portanti in mezzo alla sala (qui si ragiona brevemente sulla capacità statica dei solai…);

  • ritiene ottima l’idea della ‘permeabilità’ degli spazi verdi mediante la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili di attraversamento di tutto il complesso per rendere più ‘vivo’ tutto il parco.

Dal sopralluogo all’esterno tutti notano un portone chiuso che da accesso all’area privata adiacente e i resti di un edificio diroccato accanto a quelli esistenti, al confine con l’area delle scuole. Una proposta è di recuperare quel volume, ricostruendolo, e creare un passaggio porticato che connetta l’area del ‘recinto degli orti’ con l’area delle scuole ed in particolare con il parcheggio delle scuole, vicinissimo.

Si nota la contiguità di due spazi pubblici: area della Villa e area delle scuole, inoltre non va trascurata l’area adiacente che il Piano regolatore comunale ha destinato ad ‘area verde’, nel momento in cui vi sarà una urbanizzazione ( da parte dei privati proprietari dell’area edificabile).

Questa area del ‘recinto degli orti’ potrebbe dunque diventare, grazie a questa posizione di ‘contiguità’ una sorta di ‘snodo’ fra aree pubbliche.

Un sopralluogo piovoso

Sabato scorso ci siamo incontrati per la seconda volta all’interno del parco con i cittadini che desiderano collaborare al progetto di recupero del parco di Villa Correr Dolfin. La pioggia battente e il vento ci hanno costretti a rinchiuderci all’interno della ex-stalla dove sui tavoli della Proporcia abbiamo squadernato le carte e iniziato la discussione.

Durante un momento di pausa della pioggia, quelli che erano rimasti, hanno comunque svolto un sopralluogo nella zona della corte agricola elaborando e confrontando le informazioni emerse durante lo studio cooperativo delle carte. Durante la visita la pioggia è progressivamente aumentata e alla fine siamo dovuti rientrare nella stalla per fissare sulla carta le osservazioni fatte. In modo particolare si è presa coscienza della dimensione delle aie a servizio degli edifici rurali. In modo speciale ci si è concentrati sul tema delle connessioni e sulla necessità di legare la villa anche ai tessuti insediativi posti a nord. Questo asse di accesso permetterebbe di sfruttare il parcheggio delle scuole e di Via Vittorino da Feltre durante gli eventi che ormai si svolgono nel parco. Inoltre nei pressi delle scuole un vecchio cancello permetteva l’accesso al recinto agricolo e si tratterebbe solo di riattivarlo. In questo modo anche i cittadini che abitano a monte della villa potrebbero arrivare comodamente e il grande parco potrebbe trasformarsi in una grande “cerniera” territoriale.20161105_10150820161105_10190020161105_10384420161105_10390120161105_10392020161105_105003

L’uscita sotto la pioggia20161105_11570220161105_11593520161105_115948

I cespugli posti a fianco della residenza contadina nascondo un fabbricato crollato adiacente alla palestra delle scuole.

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Il cortile del recinto agricolo permetteva di raggiungere i campi posti a monte del brolo attraverso un cancello in ferro oggi quasi coperto dalla vegetazione ruderale che ha aggredito il muro di cinta in sassi.20161105_12132920161105_121458

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Secondo incontro a piedi ‘coperti’ nel parco

Domani mattina alle 10,00 ci ritroveremo per la seconda volta nel Parco di Villa Correr Dolfin per discutere con i cittadini sul futuro degli spazi aperti e delle dipendenze agricole di un luogo estremamente importante in passato. Si tratta del recinto agricolo che conteneva le case dei contadini e gli orti che gli stessi gestivano per la famiglia Correr. Questo ampio rettangolo di agricoltura era una appendice importante del più ampio recinto del brolo e ospitava le case agricole e qualche annesso per gli animali di corte.

L’intento è quello di capire cosa può diventare questo spazio rispetto agli utilizzi che la cittadinanza potrà farne nel prossimo futuro.

Come sabato scorso armatevi di voglia di discutere….

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Proposte per una lettura del luogo

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin
area ‘ampliamento novecentesco’
Considerando la parte dell’ “ Ampliamento novecentesco” parte su via Gabelli:
ANTONIO:
sarebbe interessante recuperare il tracciato della strada antica che passava accanto alla barchessa est e proseguiva ove ora c’è il locale ‘Carpacceria Goretti’;
sarebbe possibile creare delle aperture alla ‘recinzione’, qualunque essa sia, ad esempio anche in prossimità della rotonda, verso la via Gabelli;
la caduta dei grandi tigli che oscuravano la vista della facciata della barchessa est, alla fine ha consentito una bella visione della facciata per chi proviene da Pordenone;

FIORELLA:
può essere previsto un percorso ciclabile ma non deve interferire con quello/i pedonali e dunque meglio farlo passare all’interno, ma lungo il confine del parco (per quanto riguarda ad es. via Gabelli);
sono richiesti da più parti giochi per bambini, ma in assoluta sicurezza. Perciò è auspicabile che siano ‘recintati’, in modo che gli utilizzatori non possano avere contatto con il traffico automobilistico;
considerare soluzioni sia botaniche che di arredo che spaziali, a bassa manutenzione (considerazione relativa al fatto che attualmente i lavori di manutenzione sono affidati all’associazione Proporcia);

ADRIANO:
per rendere ‘vivo’ il parco bisogna aumentare l’attraversamento delle aree, soprattutto di questa parte che è adiacente a negozi, attività, ecc. dunque sarebbe opportuno prevedere più ‘ingressi’ all’area verde;

CORRADO:
raccomadazione di mantenere ampia area a prato (eventualmente potrebbe essere aumentata la presenza di ‘prato fiorito’, ma a bassa manutenzione);

DANIELA:
inserire anche aiuole fiorite, con simmetrie che valorizzino la facciata della barchessa est;
risolvere il problema del rumore proveniente dalla strada: con una siepe alta e aperture? Con un leggero ‘rilevato’ piantumato a cespugli bassi? Con materiali che ‘assorbano’ il rumore?

FERDINANDO:
suggerisce di chiudere anziché con una rete (come ora) il perimetro dell’area con una ‘siepe’ di acero campestre (Acer campestre) intrecciato, come si faceva un tempo;
A questo proposito si propone una votazione:

Recinzione con:
1. una ‘siepe’ intervallata da qualche ‘apertura’ in Acer campestre intrecciato: 16 voti
2. senza alcuna siepe o al massimo una sipe bassa invalicabile (es. rose spinosissime): 12 voti
3. una recinzione più ‘ricca’ dell’attuale (tipo i recinti in ferro battuto dei parchi francesi): 6 voti
4. mantenere la rete così com’è ora: 2 voti
Considerando la parte dell’ “ Ampliamento novecentesco” retro della villa -area a nord:
Data la conformazione del terreno, la zona a nord che mostra delle radure soleggiate e più alte in quota, viene considerata da tutti la migliore per posizionare eventuale ‘area giochi’;
inoltre si ritiene interessante posizionare in qualche parte del parco anche una serie di attrezzature per il ‘fitness’ degli ‘anziani’ (anche come momento di socialità).

E’ ritenuta difficilmente percorribile l’ipotesi di far curare aiuole alla comunità o di farle ‘gestire’…

Tutti sono d’accordo nel permettere l’uso ‘aperto’ (una sorta di ‘piazza’) dell’area prospicente la via Gabelli, chiudendo invece (ad orario giornaliero), la parte a nord/retro della Villa e dividerla dal resto con ‘barriera antirumore’, ovvero con un muro ‘assorbente’ rivestito da verde (siepi- ad es. da una parte topiata e dall’altra lasciata al naturale);
questa soluzione consentirebbe, in aree del giardino diventate meno rumorose, anche un maggiore utilizzo da parte della scuola di musica per realizzare all’aperto concertini ecc.

In generale la presenza delle piante è valutata in maniera abbastanza realistica: se dovesse essere necessario un abbattimento veramente funzionale ad un progetto migliore, non ci sarebbero contrarietà.
Sarebbe comunque meglio mantenere alcune piante/alberi di grande dimensione perchè ‘strutturano’ già il verde.
Notata l’incongruenza tra specie di piante presenti (betulle accanto ad abeti, accanto a palme, a cipressi, a magnolie, ecc.) tutti sono d’accordo nel pensare ad una oculata selezione ed eventualmente ‘rafforzamento’ delle piantagioni con essenze che mostrino il variare delle stagioni (foglie colorate, fiori e frutti) ed abbiano anche aspetti di interesse botanico ma possibilmente di tipo autoctono e non ‘esotico’.

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