Il Progetto per il Parco

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Pubblichiamo di seguito gli elaborati del progetto per il parco di Villa Correr Dolfin in modo che la divulgazione di questi documenti possa contribuire a un dibattito costruttivo all’interno della società purliliese. Alcuni documenti danno la possibilità di valutare anche alcuni costi che esulano dal semplice restauro degli spazi aperti.

Durante le quattro occasioni del dibattito più volte è stato sollevato il problema che la configurazione dello spazio aperto non poteva non tener conto di una ipotesi di restauro degli edifici che stanno nei diversi settori del parco. Per esempio, l’auspicabile restauro della villa comporterà necessariamente l’occupazione un domani di un’ampia parte del giardino formale con il cantiere. Le funzioni previste nelle ex dipendenze della villa non devono importare pratiche che creino conflitti con l’uso del parco. Per questo abbiamo stimato e indicato alcune soluzioni anche per il recupero dei volumi del complesso dei Correr all’interno della cornice culturale che sostiene tutto il progetto.

Per questo motivo la scelta di lavorare nella valutazione delle opere di trasformazione con schede diverse per le diverse aree ci è sembrata la soluzione migliore per rendere efficace il racconto della proposta. Il progetto è il “quadro” da raggiungere attraverso un processo di piccoli microprogetti che poco alla volta completano il disegno del nuovo parco.

Io e Annalisa Marini speriamo che questo sforzo per uscire dalle tavole di un disegno specialistico per costruire una narrazione del progetto venga apprezzato.

Cogliamo ancora una volta l’occasione per ringraziare le decine di cittadini che hanno partecipato alle quattro giornate di laboratorio certi che troveranno all’interno del nostro progetto molte delle cose che hanno proposto. Quello che si è formalizzato nelle tavole del progetto è diverso da quello che avevamo immaginato all’inizio di questo percorso proprio perché il vostro aiuto a capire il “senso dei luoghi” è stato determinante.

Si è trattato di una vera esperienza di coprogettazione.

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Sintesi della discussione relativa al recinto degli orti

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin

area ‘recinto degli orti’

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Nella mappa del Pasiani (1783) Il recinto con le case degli agricoltori e domestici compare con la lettera B subito dopo l’insediamento di Villa sergnato con A.

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Nel catasto austriaco si nota l’edificio completamente edificato a nord e le case della servitù a est. Lo spazio di aia di fronte agli edifici è molto grande mentre lo spazio agricolo è segnato con un verde intenso.

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Nella foto aerea del 1953 si notano invece importanti piantagioni che hanno riorganizzato tutto lo spazio interno al recinto occupando anche parte dell’aia.

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin

area ‘recinto degli orti’

Considerando la parte del ‘recinto degli orti’ (*), nella parte a nord ovest del parco:

(*) storicamente area in cui vi erano gli orti per la produzione alimentare per la Villa

GIUSEPPE:

  • sarebbe importante mantenere una coerenza tra le funzioni previste per gli ‘edifici rustici’, una volta riqualificati e le aree circostanti;

  • è necessario un restauro permanente delle aree e non solo interventi provvisori;

  • risulterebbe interessante la possibilità di inserire nell’ampio spazio verde un sistema’ di ‘orti sociali’;

  • l’orto è visto come ‘elemento socializzante’ ;

  • l’ ‘area degli orti sociali’ potrebbe risultare la ‘cucitura’ con il resto delle aree pubbliche (del parco ma anche delle scuole limitrofe);

  • gli edifici, ristrutturati e riqualificati, potrebbero assumere anche funzioni collegate con l’economia locale e del territorio, specialmente con quella agricola (es. punto di visibilità/vendita/ promozione di attività di giovani agricoltori ‘innovativi’).

ANTONIO:

  • bisogna avere la visione generale del complesso e dunque inserire le nuove funzioni di quest’area in rapporto a cosa verrà realizzato nelle altre;

  • va tenuto in gran conto il collegamento tra il giardino sul retro della Villa con quest’area del ‘recinto degli orti’

  • mentre la parte dell’ampliamento novecentesco è liberamente discutibile, qui ci sono presenza (‘edifici rurali’) di cui si deve tener conto, specialmente in relazione alle future funzioni;

  • per gli edifici suggerisce di adibirli quali spazi per le associazioni cittadine, anche quale ‘incubatrice’ per future altre associazioni;

  • da queste considerazioni ne deriva un ‘no’ alla realizzazione di ‘orti sociali’ in quell’area;

  • dall’accostamento delle mappe storiche significative (mappa Pasiani del 1783 e catasto napoleonico) non si notano altri edifici e si potrebbe desumere che la produzione di cibo provenisse dal paese;

  • dalle campagne circostanti di proprietà dei Correr dunque provenivano vino e frumento;

NB: da studi recenti del 2007 (studio su un inventario dei beni della Villa) si evince che, nel corpo centrale della Villa, non vi erano spazi per la servitù. Dai documenti del 1638 però si nota che vi era un’attività agricola, pertanto, con la mappa Pasiani, si ‘legge’ che oltre agli orti, stalla e brolo vi erano edifici utilizzati come abitazioni per i contadini.

GIANNI:

  • una possibilità di utilizzare l’area sarebbe di costruirvi sopra un’auditorium che manca alla città di Porcia (viene però sottolineato dai progettisti che le necessità spaziali e di movimentazione di mezzi a funzione di una sala spettacoli è notevole e non congrua con l’area a dipsosizione. Il costo poi sarebbe impegnativo e alcuni presenti suggeriscono che forse sarebbe più opportuno fruire degli spazi per spettacoli già esistenti nell’area urbana (tra Pordenone e dintorni, raggiungibili in pochi minuti);

  • non è d’accordo con realizzazione di ‘orti sociali’ perchè potrebbero diventare luoghi brutti e disordinati;

  • la proposta per l’area verde è di realizzare un ‘parco inclusivo’ a misura di portatori di handicap, ritenendo quel luogo idoneo perchè più ‘chiuso’ e protetto rispetto all’area dell’ampliamento novecentesco;

    NB: (i progettisti fanno notare che ogni ‘parco giochi’ odierno deve rispettare regole/protocolli di inclusività, ovunque esso si trovi; altri partecipanti sottolinenano che è più sicura un’area visibile a tutti che una più ‘nascosta’);

DANILA:

  • se si dovessero realizzare ‘orti sociali’ servirebbe un ‘coordinatore’ per evitare che risultino disordinati e mal coltivati, insomma affinchè abbiano anch’essi un aspetto esteticamente piacevole e ordinato;

  • è d’accordo sul transito delle biciclette nei vialetti ciclabili che possano attraversare la’rea verde, a patto che non interferiscano con i pedoni (tutti d’accordo, anche con l’idea di far attraversare l’area dal ‘Pedibus’);

  • suggerisce di lasciare comunque spazi liberi per giochi e attività e di pensare il verde in maniera complessiva ( soprattutto per le funzioni delle varie aree);

GAETANO:

  • richiedendo che gli spazi verdi, siano essi anche ‘orti sociali’, possano essere attrezzati per un utilizzo anche ‘ricreativo’ e ‘socializzante’, porta l’esempio di un piccolo parco pordenonese ove è stato realizzato un fornetto per fare il pane e una griglia per il barbecue (in cui gli utilizzatori portano da sé il necessario per il funzionamento);

GIANMARIO:

  • in un ragionamento più ampio che accenna anche all’edificio della ex stalla, sottolinea che ad ‘auditorium’ potrebbe eventualmente essere adibito anche un ampio spazio multifunzionale (per conferenze, incontri, ecc.) sottolinenando che quello sopra la scuola di musica ha problemi di ‘interferenze’ di visibilità a causa di colonne portanti in mezzo alla sala (qui si ragiona brevemente sulla capacità statica dei solai…);

  • ritiene ottima l’idea della ‘permeabilità’ degli spazi verdi mediante la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili di attraversamento di tutto il complesso per rendere più ‘vivo’ tutto il parco.

Dal sopralluogo all’esterno tutti notano un portone chiuso che da accesso all’area privata adiacente e i resti di un edificio diroccato accanto a quelli esistenti, al confine con l’area delle scuole. Una proposta è di recuperare quel volume, ricostruendolo, e creare un passaggio porticato che connetta l’area del ‘recinto degli orti’ con l’area delle scuole ed in particolare con il parcheggio delle scuole, vicinissimo.

Si nota la contiguità di due spazi pubblici: area della Villa e area delle scuole, inoltre non va trascurata l’area adiacente che il Piano regolatore comunale ha destinato ad ‘area verde’, nel momento in cui vi sarà una urbanizzazione ( da parte dei privati proprietari dell’area edificabile).

Questa area del ‘recinto degli orti’ potrebbe dunque diventare, grazie a questa posizione di ‘contiguità’ una sorta di ‘snodo’ fra aree pubbliche.

Una foto storica

Mirco Bortolin, che ringrazio molto, ci ha inviato un importante documento iconografico: la foto aerea della zona di campagna tra Pordenone e Porcia fatta con una ripresa aerea nel 1953 e conservata nell’Archivio Storico Comunale di Pordenone. Il documento è molto originale perché ci mostra il territorio in uno speciale momento. Il paesaggio di antico regime è ancora evidente dal sistema viario irregolare, dai disegni agrari centrati sulla policoltura e segnati da lotti allungati memoria delle tradizionali arature con gli animali. L’edilizia agricola è sparsa nella campagna e mostra un insediamento diffuso lungo le strette stradine campestri. Eppure in questa immagine ci sono alcuni segni di modernità che sembrano entrare a forza all’interno di questo paesaggio. Per cominciare le due grandi infrastrutture. La strada militare costruita da austriaci e francesi all’inizio dell’800 e la ferrovia costruita a monte dei terreni dei Correr .

Manca ancora la deviazione della grande circonvallazione pordenonese e la statale entrava a Pordenone come Viale Grigoletti. Nei pressi del confine però vediamo nascere i primi capannoni della Zanussi che poi determineranno in modo radicale le trasformazioni fisiche del paesaggio del territorio posto attorno al parco. Da un parco inserito nel paesaggio della campagna quello di Villa Dolfin diventerà un parco avvolto dalla diffusione della conurbazione pordenonese.

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Il segno della roggia alberata e delle due peschiere pseudo circolari è nel 1953 ancora molto forte come “ordine” della campagna.

Se guardiamo il dettaglio della foto aerea siamo portati a riconoscere nuovi elementi dell’organizzazione tradizionale del parco.

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All’interno del recinto non ci sono più piantate di viti. A Nord, contro il muro sembra essere stata piantata una piccola vigna alla Casarsa, mentre all’interno del grande trapezio è stata costruita una moderna stalla per l’allevamento bovino. Il viale che attraversava il brolo è in gran parte inerbito, mentre i percorsi all’interno del giardino formale sono ancora quelli che riconosciamo oggi. Il terreno accorpato al parco della villa a est alla fine dell’800 è ancora poco alberato, mentre la strada di servizio alla proprietà è già stata tracciata lontano dal recinto storico della villa e transitando per la zona della corte agricola innerva tutte le proprietà dei Dolfin disimpegnando il tradizionale viale del brolo. Della vecchia strada che passava in fregio alle barchesse o al limite del giardino della villa non c’è più traccia. Anche il vecchio viale nord della villa è stato nel frattempo dismesso mentre la fitta massa arborea presente a nord est sembra ricordare un precedente esperimento di giardino romantico nello spazio un tempo delimitato dalla strada comunale.

A questo proposito vale la pena notare il forte impatto paesaggistico del viale dei Correr alberato e che si caratterizzava come una vera e propria architettura capace di unire Porcia a Rorai Piccolo.