Una nuova occasione per discutere sul futuro del Parco di Villa Correr a Porcia

Per restituire il processo di progettazione del parco della villa abbiamo organizzato una nuova iniziativa pubblica.

Ecco il programma

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Il Progetto per il Parco

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Pubblichiamo di seguito gli elaborati del progetto per il parco di Villa Correr Dolfin in modo che la divulgazione di questi documenti possa contribuire a un dibattito costruttivo all’interno della società purliliese. Alcuni documenti danno la possibilità di valutare anche alcuni costi che esulano dal semplice restauro degli spazi aperti.

Durante le quattro occasioni del dibattito più volte è stato sollevato il problema che la configurazione dello spazio aperto non poteva non tener conto di una ipotesi di restauro degli edifici che stanno nei diversi settori del parco. Per esempio, l’auspicabile restauro della villa comporterà necessariamente l’occupazione un domani di un’ampia parte del giardino formale con il cantiere. Le funzioni previste nelle ex dipendenze della villa non devono importare pratiche che creino conflitti con l’uso del parco. Per questo abbiamo stimato e indicato alcune soluzioni anche per il recupero dei volumi del complesso dei Correr all’interno della cornice culturale che sostiene tutto il progetto.

Per questo motivo la scelta di lavorare nella valutazione delle opere di trasformazione con schede diverse per le diverse aree ci è sembrata la soluzione migliore per rendere efficace il racconto della proposta. Il progetto è il “quadro” da raggiungere attraverso un processo di piccoli microprogetti che poco alla volta completano il disegno del nuovo parco.

Io e Annalisa Marini speriamo che questo sforzo per uscire dalle tavole di un disegno specialistico per costruire una narrazione del progetto venga apprezzato.

Cogliamo ancora una volta l’occasione per ringraziare le decine di cittadini che hanno partecipato alle quattro giornate di laboratorio certi che troveranno all’interno del nostro progetto molte delle cose che hanno proposto. Quello che si è formalizzato nelle tavole del progetto è diverso da quello che avevamo immaginato all’inizio di questo percorso proprio perché il vostro aiuto a capire il “senso dei luoghi” è stato determinante.

Si è trattato di una vera esperienza di coprogettazione.

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Il grande brolo settecentesco e la memoria dell’agricoltura

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin: area brolo

 

Nonostante il cattivo tempo molti cittadini hanno partecipato all’ultima seduta del laboratorio di Villa Correr per dire la propria anche a proposito del grande brolo settecentesco. Dopo le 12,00 si è fermata la pioggia e siamo riusciti anche a fare un breve sopralluogo negli spazi del recinto per verificare alcune proposte e/o resistenze.

Di seguito, come al solito, descriviamo i risultati delle singole osservazioni.

GRAZIELLA:

  • osserva che non essendoci più le stalle e animali che producano inquinamento dei due laghetti, si debba primariamente provvedere alla ripulitura del fondo e al ripristino della trasparenza delle acque;
  • sottolinea che trovando un progetto valido, anche per le funzioni attribuite a spazi ed edifici, questo consentirebbe di accedere a finanziamenti europei e regionali (es. PSR 2014-2020);
  • propone per la Villa di divenire ‘presidio slow food’;
  • è d’accordo sulla creazione di ‘orti sociali’ nell’area del ‘recinto degli orti’, anche collegati con le attività in generale che verranno svolte nel complesso;
  • vede come positiva l’idea di poter realizzare concerti di una certa importanza sul grande prato del brolo;
  • richiede che il percorso ipotizzato lungo il muro di sassi, di recinzione del prato sia ombreggiato, per consentire passeggiate e attività ginniche (percorso vita?);
  • chiede di valorizzare la vista paesaggistica verso il Piancavallo ed è dunque contraria alla piantumazione di alberi alti lungo il muro a nord;

ANTONIO:

  • ricorda le piantate di viti, spesso maritate ad aceri o carpini, che storicamente costituivano il paesaggio agricolo di Porcia;
  • ricorda anche i ‘riti’ e la possibilità, rara, offerta ai bambini purliliesi di entrare nel parco di Villa Correr Dolfin e giocarvi, possibilità offerta dalla contessa Dolfin, in occasione della festività di S.Antonio;
  • si interroga su quali funzioni potrebbe assumere l’ex stalla. Osserva che le funzioni devono essere correlate a quanto verrà fatto all’interno di tutto il parco e al complesso degli edifici;
  • propone di creare dei ‘percorsi’ che non solo attraversino il parco ma corrano lungo il recinto/muro con nuovi accessi a via Correr e strada dell’asilo (nella parte di muro rifatta ex novo);
  • si dice convinto della necessità di mantenere la ex stalla, sicuramente come volume, e da valutare se riedificarlo o recuperarlo;
  • sottolinea che va ricordato che la barchessa ovest è stata oggetto di sistemazione con creazione di ‘cucina’ ad uso manifestazioni;
  • non crede sia necessario riproporre il tema dell’ agricoltura nella sistemazione degli spazi e degli edifici;
  • chiede che la progettazione, nell’attribuire le nuove funzioni agli spazi, sia verdi che costruiti, tenga presente primariamente il tema della ‘manutenzione’ e consideri anche la possibilità di attività che possano consentire l’automantenimento del complesso (per cui è d’accordo sulla presenza di concerti che potrebbero essere redditizi);
  • sottolinea la necessità di attrarre giovani e dunque di pensare a funzioni delle aree in quest’ottica;
  • nell’ipotesi di utilizzo del grande prato quale luogo per concerti, per il quale si dice d’accordo, segnala che, come già accaduto in passato, si possono anche utilizzare i parcheggi della non lontana Electrolux con collegamento di bus/navetta;
  • questi eventuali utilizzi previsti per l’area e per il complesso, richiedono di porre attenzione al tema della accessibilità e viabilità;
  • sottolinea che il complesso della Villa e i suoi utilizzi futuri dovrebbero tener conto che Porcia fa parte della UTI con i comuni limitrofi;

REGINA:

  • suggerisce di utilizzare i laghetti anche per farci andare delle barchette, sia telecomandate (giochi dei bambini), sia eventualmente per adulti, per piccoli giretti, come succede a Roma nel laghetto di Villa Borghese;

GIUSEPPE:

  • ricorda che i pioppi cipressini attorno ai laghetti sono di recente piantumazione;
  • fa osservare che il ‘recinto’ della villa crea uno spazio ‘privato’, staccato dal contesto, che ben si evidenzia guardando il parco dalle finestre alte della Villa;
  • data la storia del complesso di Villa Correr Dolfin, suggerisce di non perdere il carattere ‘agricolo’ degli spazi;
  • è d’accordo sulla possibilità di demolire la ex stalla (eventualmente con una ricostruzione più idonea);
  • si interroga sull’eventuale impatto che l’utilizzo del grande spazio per concerti potrebbe avere sull’impiantistica e reti tecnologiche del complesso della Villa;

SERGIO:

  • fa notare, portando alla conoscenza di tutti i suoi ricordi di giardiniere in Villa, che gli alberi di noce che costituiscono il doppio filare del vialetto che dalla barchessa ovest arriva ai laghetti, è recentissimo, degli anni ’70, così come la piantumazione degli olmi (oggi quasi tutti scomparsi eccetto uno, causa grafiosi dell’olmo), lungo il muro che costeggia via Correr. Queste piantagioni furono decise dai conti Dolfin per ombreggiare le loro passeggiate mattutine;

FERNANDO:

  • conferma, essendo stato testimone dell’evoluzione in molti anni del giardino, che diverse piantumazioni furono decise dai conti Dolfin per creare dei ‘percorsi d’ombra’, utili alle loro passeggiate e soste nel parco, in anni relativamente recenti (30-40 anni fa);

FIORELLA:

  • concorda sul fatto di mantenere un carattere ‘agricolo/agreste’ agli spazi verdi ed eventualmente alle funzioni di alcuni edifici;
  • propone di fare ricerca di antiche varietà di frumenti o cereali da seminare nelle aree a prato coltivato, per ricreare quello che doveva essere il ‘paesaggio’ antico;
  • d’accordo con Antonio, rimarca che comunque anche gli spazi più piccoli possono essere sede di eventi, dimensionati in proporzione;
  • è d’accordo, come proposto da più parti, di utilizzare parte degli spazi degli edifici rurali, quali ‘ostello’ o ‘foresteria’ con gestione comunale;
  • ricorda la necessità di poter fruire comunque di uno spazio adeguato quale magazzino per i materiali necessari all’organizzazione degli eventi e manifestazioni

FABIO:

  • fa notare la dimensione del grandissimo prato tra le mura di sassi, del brolo. Osserva che è forse più grande degli spazi in cui a Villa Manin si realizzano concerti importanti e sottolinea che la Villa sarebbe un luogo ideale per queste attività ed eventi, anche per la sua posizione strategica (vicino ad uscita autostradale, raggiungibile facilmente col treno/bus e con eventuali parcheggi utilizzabili attorno e relativamente vicini);
  • fa notare che il mantenimento del volume della ex stalla è positivo (anche ristrutturata o ricostruita) perché consentirebbe la realizzazione di eventi anche in caso di pioggia;

CARLO:

  • sottolinea che il parco deve essere vissuto al massimo dalla gente e non diventare un luogo con parti non, o poco, frequentate;
  • si dice d’accordo nell’utilizzo del grande prato per manifestazioni (anche la rievocazione della battaglia napoleonica) e concerti;
  • in generale è d’accordo sul recupero della ‘tradizione agricola’, vista in maniera contemporanea, con sviluppo di ‘agricoltura sociale’, o ‘agricoltura di cpmunità’ come l’esempio del parco di S.Floriano;
  • questa funzione del brolo va collegata a quella del ‘recinto degli orti’ e con le funzioni che verranno attribuite ai fabbricati rurali di quell’area;
  • parla, per questi spazi, di un’agricoltura che è più di ‘servizio’ che di produzione (es.promozionale per giovani aziende, ecc.);
  • per quanto riguarda la parte del grande prato, chiede di evitare, lungo il muro verso nord, la formazione di filari di alberi che impediscano la vista sul paesaggio ed in particolare verso il Piancavallo;

TERESA:

  • chiede che tutti i vialetti siano più facilmente ‘accessibili’ anche ai portatori di handicap e a chi usa la carrozzella, realizzando i fondi dei vialetti con materiali più compatti, anche se drenanti;

IDO:

  • sollecita a tenere in considerazione, nella nuova progettazione e nelle nuove funzioni che verranno date agli spazi, alle manifestazioni ed eventi che già oggi vengono realizzati, in modo da consentirne l’organizzazione anche in futuro;

GIORGIO:

  • suggerisce di demolire la ex stalla e, per consentire comunque una visione ampia degli spazi, in modo che la vista, dall’area del ‘recinto degli orti, possa spaziare anche nel brolo, propone di ricostruire il volume della ex stalla come struttura in ‘acciaio e vetro’, una sorta di nuova serra (orangerie) con utilizzo polifunzionale (conferenze/piccoli concerti/mostre/ristorazione/eventi);
  • sollecita come intervento prioritario, la pulitura e recupero dei laghetti;
  • sottolinea la necessità di rendere tutta l’area più accessibile anche con ulteriori aperture (d’accordo con Antonio ed altri);
  • è d’accordo di utilizzare il grande prato, oltre che per le attuali manifestazioni, anche per concerti, suggerendo tipologie musicali in linea con l’attività della Scuola di musica ‘Salvador Gandino’;

DENIS:

  • fa alcune osservazioni sulla qualità e necessaria manutenzione delle piante esistenti e si propone di donare alcune piante grandi, delle quali ha necessità di espianto in tempi relativamente brevi, del proprio vivaio;

PINO:

  • è d’accordo nel pensare al grande prato del brolo quale spazio per concerti, ma chiede di porre la massima attenzione e risolvere il problema connesso a questa funzione, cioè alle possibilità di parcheggio;

DANIELE:

  • valuta positivamente l’idea di utilizzare il grande prato per concerti e si chiede se non possa, almeno in una porzione, o in spazi temporali adeguati, convivere con un’area in cui poter fare sperimentazioni agricole;

GIANNI (non era presente ma ha inviato le note di seguito riportate):

  • abbattimento della stalla e rimozione di tutti i fabbricati nonché del plateatico di contorno. In questo modo si ‘aprirebbe’ lo spazio retrostante dando una prospettiva di ampio respiro ed il parco inclusivo che avevo suggerito potrebbe evitare una sorta di ghettizzazione (lamentata da alcuni). In questo modo avrebbe tre caratteristiche positive: sicurezza, distanza dal rumore, distanza dallo smog stradale;
  • piantumazione dello spazio ottenuto con un contenuto numero di essenze autoctone per arredare e non comprimere;
  • in collaborazione con il consorzio ‘mele antiche’ di Maniago (o assimilati) ricostruzione del frutteto dove, ancora oggi, permangono alcune piante da frutto striminzite ed eliminazione delle piante cresciute vicino alla mura;
  • ‘rinvigorimento’ della polla a Nord del parco per permettere ai laghetti di essere tali e non diventare stagni di acqua putrida;
  • sostituzione dei pioppi cipressina morti o sradicati per completare la loro corona attorno ai laghetti;
  • apertura di due accessi sul fronte strada;
  • piantumazione mirata del prato dove, un tempo, c’era la vigna, mantenendo però una zona completamente libera (della dimensione all’incirca di un campo di calcio);
  • creazione di un ‘percorso vita’ che si snodi attraverso tutto lo spazio citato: ex stalla, brolo, prato;
  • eliminazione del cancello di servizio e ripristino della mura originale, al massimo si potrebbe ricavare un arco con passaggio pedonale;
  • mantenimento del viale con i noci;
  • permesso di montare gazebo ed assimilati solo in occasione di manifestazioni e limitatamente al tempo necessario per lo svolgimento delle stesse.

NB:Tutti concordano sulla necessità di provvedere alla riqualificazione e ripulitura dei due laghetti.

La maggioranza si dice concorde sulla possibilità di demolizione della ex stalla con ricostruzione (sia per motivi economici ma anche per motivi di impiantistica). Viene anche vista con parere positivo la possibilità che vi sia ampia superficie vetrata che consentirebbe di spaziare con lo sguardo attraverso il brolo.

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Ultima giornata di discussione e co-progettazione sotto il portico della Proporcia

Ci troviamo domani mattina alle 10,00 sotto il portico della Stalla nel Parco di Villa Correr Dolfin per l’ultimo incontro.

Portatevi anche gli ombrelli

Il progetto va avanti

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ciao

Annalisa e Moreno

Secondo incontro a piedi ‘coperti’ nel parco

Domani mattina alle 10,00 ci ritroveremo per la seconda volta nel Parco di Villa Correr Dolfin per discutere con i cittadini sul futuro degli spazi aperti e delle dipendenze agricole di un luogo estremamente importante in passato. Si tratta del recinto agricolo che conteneva le case dei contadini e gli orti che gli stessi gestivano per la famiglia Correr. Questo ampio rettangolo di agricoltura era una appendice importante del più ampio recinto del brolo e ospitava le case agricole e qualche annesso per gli animali di corte.

L’intento è quello di capire cosa può diventare questo spazio rispetto agli utilizzi che la cittadinanza potrà farne nel prossimo futuro.

Come sabato scorso armatevi di voglia di discutere….

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Una foto storica

Mirco Bortolin, che ringrazio molto, ci ha inviato un importante documento iconografico: la foto aerea della zona di campagna tra Pordenone e Porcia fatta con una ripresa aerea nel 1953 e conservata nell’Archivio Storico Comunale di Pordenone. Il documento è molto originale perché ci mostra il territorio in uno speciale momento. Il paesaggio di antico regime è ancora evidente dal sistema viario irregolare, dai disegni agrari centrati sulla policoltura e segnati da lotti allungati memoria delle tradizionali arature con gli animali. L’edilizia agricola è sparsa nella campagna e mostra un insediamento diffuso lungo le strette stradine campestri. Eppure in questa immagine ci sono alcuni segni di modernità che sembrano entrare a forza all’interno di questo paesaggio. Per cominciare le due grandi infrastrutture. La strada militare costruita da austriaci e francesi all’inizio dell’800 e la ferrovia costruita a monte dei terreni dei Correr .

Manca ancora la deviazione della grande circonvallazione pordenonese e la statale entrava a Pordenone come Viale Grigoletti. Nei pressi del confine però vediamo nascere i primi capannoni della Zanussi che poi determineranno in modo radicale le trasformazioni fisiche del paesaggio del territorio posto attorno al parco. Da un parco inserito nel paesaggio della campagna quello di Villa Dolfin diventerà un parco avvolto dalla diffusione della conurbazione pordenonese.

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Il segno della roggia alberata e delle due peschiere pseudo circolari è nel 1953 ancora molto forte come “ordine” della campagna.

Se guardiamo il dettaglio della foto aerea siamo portati a riconoscere nuovi elementi dell’organizzazione tradizionale del parco.

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All’interno del recinto non ci sono più piantate di viti. A Nord, contro il muro sembra essere stata piantata una piccola vigna alla Casarsa, mentre all’interno del grande trapezio è stata costruita una moderna stalla per l’allevamento bovino. Il viale che attraversava il brolo è in gran parte inerbito, mentre i percorsi all’interno del giardino formale sono ancora quelli che riconosciamo oggi. Il terreno accorpato al parco della villa a est alla fine dell’800 è ancora poco alberato, mentre la strada di servizio alla proprietà è già stata tracciata lontano dal recinto storico della villa e transitando per la zona della corte agricola innerva tutte le proprietà dei Dolfin disimpegnando il tradizionale viale del brolo. Della vecchia strada che passava in fregio alle barchesse o al limite del giardino della villa non c’è più traccia. Anche il vecchio viale nord della villa è stato nel frattempo dismesso mentre la fitta massa arborea presente a nord est sembra ricordare un precedente esperimento di giardino romantico nello spazio un tempo delimitato dalla strada comunale.

A questo proposito vale la pena notare il forte impatto paesaggistico del viale dei Correr alberato e che si caratterizzava come una vera e propria architettura capace di unire Porcia a Rorai Piccolo.