Una prima occasione per far conoscere il progetto anche fuori da Porcia

Il convegno sui giardini storici e sul loro recupero ci ha fornito l’occasione di presentare il progetto a un convegno organizzato dalla Soprintendenza di Ferrara e la locale Università. E’ stata anche l’occasione per enunciare quelle che sono le novità metodologiche proposte per riorganizzare uno spazio che ha bisogno di una nuova interpretazione. Il carattere partecipato e urbano impresso a questo progetto è un elemento di novità per il dibattito. Il giardino storico non è più solo un oggetto estetico ricomposto dagli specialisti e osservato dal pubblico. Il giardino deve diventare un motore di socialità, un ambiente che non è un corpo separato rispetto alla città, ma che serve a definire il senso della stessa. La ricostruzione filologica, per quanto è possibile, non deve essere solo appannaggio dei professionisti, ma una occasione per reinterpretare uno spazio che da giardino separato diventa spazio pubblico. E lo spazio pubblico non è più un luogo atemporale dedicato alla contemplazione, ma un ambiente attivo e propositivo per la cittadinanza.

Ecco il manifesto del convegno sui giardini storici.

Convegno 12 maggio 2017_Giardino OPS programma

e qui il sito di riferimento dell’iniziativa

http://www.ilturco.it/interno-verde/giardino-ops/

Una nuova occasione per discutere sul futuro del Parco di Villa Correr a Porcia

Per restituire il processo di progettazione del parco della villa abbiamo organizzato una nuova iniziativa pubblica.

Ecco il programma

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Il giardino formale e la geometria seicentesca

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin. Area giardino formale seicentesco

Considerando la parte del ‘giardino formale seicentesco’:

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SERGIO:

  • ricorda che le palme, in tutto il parco della Villa furono piantate in maniera indiscriminata attorno al 1983 su indicazione dell’allora amministratore della proprietà. Da qui la grande infestazione di palme ovunque e la relativa piantagione quando ne cresceva una nuova;

FERNANDO:

  • ricorda che il cedro atlantica (Cedrus atlantica) aveva un suo ‘simmetrico’ dall’altra parte dell’ingresso, non ripiantato quando si è seccato;
  • essendo stato testimone dell’evoluzione in molti anni del giardino, oltre a citare il cedro atlantica (Cedrus atlantica) morto, ricorda anche due robinie (Robinia pseudoacacia) piantate simmetricamente e poi seccate e mai ripiantate;
  • ricorda anche la presenza di rosai nella parte anteriore, davanti alla Villa;
  • osserva che con l’attuale impostazione dei viali, si consente una visione migliore degli edifici circostanti perché il percorso porta a compiere un movimento circolare;
  • per quanto riguarda tutta l’area in oggetto, in particolare quella parte ad ovest sottolinea la presenza di importanti ristagni d’acqua in seguito a piovaschi intensi;

 

NB:Tutti concordano sulla necessità di provvedere, specie attorno alla Villa ad opportuni drenaggi per impedire la formazione di pozze e ristagni d’acqua.

ANTONIO:

  • fa notare che originariamente attraverso i viali del giardino seicentesco passavano le carrozze e dunque si deve tener conto di quegli spazi di manovra e prevedere ampi viali laterali alla Villa, anche in considerazione delle possibili funzioni pubbliche che l’edificio potrà assumere in futuro;
  • pensa che sia interessante riproporre un giardino formale simile a quello che appare nella mappa Pasiani ( ad aiuole quadripartite);
  • ritiene che non sia necessario sentirsi ‘vincolati’ dalla presenza delle statue dato che non si è sicuri da dove provengano e se fossero sempre state lì;
  • propone di creare una sorta di ‘separazione’ tra il giardino ‘formale’ attorno all’edificio della Villa, un giardino più ‘nobile e prezioso’, e gli altri spazi verdi (ampliamento novecentesco, ‘recinto degli orti’ e brolo;
  • per quanto riguarda la parte sul retro ed il viale dei tigli, si dice d’accordo nel ripristinare tale viale, rendendolo accessibile anche ai mezzi di servizio, specie con la creazione di un cancello (apertura solo di servizio) che metta in comunicazione con la via sterrata a nord;

GIANNI:

  • ritiene che i percorsi possano essere svincolati dalle antiche funzioni e dunque non necessariamente devono riprendere pedissequamente le forme del passato;
  • suggerisce che il giardino davanti alla Villa non sia preponderante nel suo aspetto, rispetto alla facciata dell’edificio e non lo ‘oscuri’, con piante troppo grandi o visivamente ‘invasive’, ma anzi ne permetta una visione completa e valorizzazione;
  • l’utilizzo di piante basse, come potevano essere le bordure seicentesche, possono essere ideali per valorizzare la vista della Villa ed anche riprendere lo stile del giardino formale;
  • per quanto riguarda la parte posteriore dell’area, dietro alla Villa: concorda nell’apertura dei due archi sul muro che divide l’area da quella del ‘recinto degli orti’, perché saranno un nuovo ‘ingresso’ a quello spazio e già indicano un cambiamento e una nuova funzione (passaggio di un eventuale percorso pedonale e ciclabile) di questa parte del giardino;

CLARA:

  • sottolinea che il parco viene riutilizzato ‘oggi’ e dunque non è il caso di rimanere legati ad un’impostazione formale seicentesca, ma si deve tener conto che la storia si evolve e dunque anche la forma del giardino seguirà questa ‘evoluzione’;
  • non è d’accordo sulle aiuole formali;

GAETANO:

  • mantenere le piante divenute esemplari che sono sane e ben cresciute;
  • per quanto riguarda la parte posteriore del giardino, a nord, sulla sinistra del viale dei tigli, suggerisce un ‘anfiteatro verde’ per eventi e spettacoli;
  • propone la possibilità di accogliere tende per brevi soggiorni, quali ‘foresterie’ (tale suggerimento viene escluso da tutti e motivato dai progettisti, sia per il vincolo storico monumentale del parco, sia con la possibilità di situare eventualmente una ‘foresteria’ comunale negli edifici rurali poco distanti, nel ‘recinto degli orti’);

Tutti concordano per l’utilizzo di questo spazio per funzioni legate a manifestazioni musicali/teatrali, data la futura accessibilità da nord e la presenza di edificio che, una volta recuperato, possa fornire attacchi elettrici e idrici.

DANIELE:

  • valuta positivamente l’idea di mantenere la parte anteriore del giardino quadripartita, con le aiuole rettangolari davanti alla Villa;
  • non è d’accordo nel taglio indiscriminato delle piante ma ritiene importante mantenere quelle sane e di grande dimensione, mentre per quelle non coerenti con il progetto e/o non sane si può procedere all’eliminazione e/o sostituzione;
  • ripristinare bordure anche in convallaria (Convallaria japonica) che consente una bassa manutenzione;

GIUSEPPE:

  • sulla parte posteriore della Villa, c’è già una consolidata percezione del viale fiancheggiato dai filari di tigli (Tilia platyphyllos) che va mantenuto;
  • in quest’area, ma anche in generale, suggerisce di utilizzare specie autoctone e particolarmente rappresentative (ovvero che diventino veri e propri ‘esemplari’), per esempio: farnia (Quercus robur), faggio (Fagus sylvatica), bagolaro (Celtis australis);
  • anche in considerazione del futuro utilizzo della villa, di tipo pubblico, riprendere la tipologia di giardino formale potrebbe aggiungere un elemento di valorizzazione, qualora però questo sia anche ‘interpretato’ in maniera attuale;

CARLO:

  • richiede di tenere presente giochi per bambini realizzati con il ‘verde’;

CORRADO:

  • ad una proposta dei progettisti, di ‘segnare’ come pavimentazione, il sedime di un possibili porticato che avrebbe probabilmente potuto essere costruito anche ad ovest, aderente alla barchessa, in maniera simmetrica a quello della barchessa est, si dice non d’accordo perché tale soluzione comunque non potrebbe ricreare una simmetria del giardino;

In generale quasi tutti osservano che, valutando tempi lunghi, la progettazione possa anche considerare eliminabili i due tigli della parte a ovest del giardino formale.

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 Considerando la parte del ‘prato stabile’ all’esterno del muro della Villa, lungo via Correr:

Dal sopralluogo all’esterno tutti notano che la siepe di lauroceraso e ligustro non valorizzano la Villa e servono solo a nascondere dei manufatti  (centraline lettura energia elettrica e/o gas) veramente incongrui con la vista frontale del complesso monumentale. Anche gli arredi urbani vanno ripensati e resi conformi con l’aspetto del complesso storico monumentale.

GIUSEPPE:

  • la siepe non è bella ma forse si può pensare a crearne una opportuna ed esteticamente piacevole per nascondere manufatti incongrui (la centralina) e per ricreare quella che anticamente poteva essere un ‘divisorio’ con la strada;

ANTONIO:

  • suggerisce di mantenere prato verde rasato davanti alla Villa, almeno fino al fossato trasversale (che esce dai laghetti);
  • valuta positivamente l’idea, su cui concordano i presenti, di ripristinare un piccolo bacino d’acqua in corrispondenza del fossato, per far ‘vedere’ l’acqua che esce dai laghetti di risorgiva della Villa;
  • è concorde con la maggior parte dei presenti di creare un’apertura all’estremità del muro verso l’asilo ‘Melarancia’, dato anche che quella parte di muro non è antica, ma rifatta di recente, per consentire il passaggio di un percorso ciclabile e pedonale che sia un altro ulteriore ingresso al parco dalla parte del brolo;

TERESA:

  • rispetto alla possibilità di riportare acqua pulita di risorgiva nei laghetti e di farla defluire anche nel fossato all’esterno del muro in pietra, ricorda che negli anni ’70 vi era una risorgiva all’interno dell’area delle adiacenti scuole elementari;

GIANNI:

  • ribadisce il carattere di ‘prato stabile’ dell’area a prato davanti all’ingresso della Villa;
  • cita l’esperienza francese del noto paesaggista Gilles Clement relativamente alla bellezza, funzione e mantenimento dei ‘prati naturali’;
  • sostiene che si potrebbe mantenere a ‘prato naturale’ almeno tutta l’area oltre il fossato. Questo potrebbe essere attraversato con una passerella, e poi, dall’altra parte, solo con la rasatura, potrebbe essere creato un percorso/viale attraverso l’erba alta del ‘prato naturale’ per consentire alle persone di ammirarne e riconoscerne le specie presenti;

Si nota la contiguità di due spazi pubblici: area della Villa e area delle scuole, inoltre non va trascurata l’area adiacente che il Piano regolatore comunale ha destinato ad ‘area verde’, nel momento in cui vi sarà una urbanizzazione ( da parte dei privati proprietari dell’area edificabile).

 

Ultima giornata di discussione e co-progettazione sotto il portico della Proporcia

Ci troviamo domani mattina alle 10,00 sotto il portico della Stalla nel Parco di Villa Correr Dolfin per l’ultimo incontro.

Portatevi anche gli ombrelli

Il progetto va avanti

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ciao

Annalisa e Moreno

Sintesi della discussione relativa al recinto degli orti

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin

area ‘recinto degli orti’

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Nella mappa del Pasiani (1783) Il recinto con le case degli agricoltori e domestici compare con la lettera B subito dopo l’insediamento di Villa sergnato con A.

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Nel catasto austriaco si nota l’edificio completamente edificato a nord e le case della servitù a est. Lo spazio di aia di fronte agli edifici è molto grande mentre lo spazio agricolo è segnato con un verde intenso.

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Nella foto aerea del 1953 si notano invece importanti piantagioni che hanno riorganizzato tutto lo spazio interno al recinto occupando anche parte dell’aia.

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin

area ‘recinto degli orti’

Considerando la parte del ‘recinto degli orti’ (*), nella parte a nord ovest del parco:

(*) storicamente area in cui vi erano gli orti per la produzione alimentare per la Villa

GIUSEPPE:

  • sarebbe importante mantenere una coerenza tra le funzioni previste per gli ‘edifici rustici’, una volta riqualificati e le aree circostanti;

  • è necessario un restauro permanente delle aree e non solo interventi provvisori;

  • risulterebbe interessante la possibilità di inserire nell’ampio spazio verde un sistema’ di ‘orti sociali’;

  • l’orto è visto come ‘elemento socializzante’ ;

  • l’ ‘area degli orti sociali’ potrebbe risultare la ‘cucitura’ con il resto delle aree pubbliche (del parco ma anche delle scuole limitrofe);

  • gli edifici, ristrutturati e riqualificati, potrebbero assumere anche funzioni collegate con l’economia locale e del territorio, specialmente con quella agricola (es. punto di visibilità/vendita/ promozione di attività di giovani agricoltori ‘innovativi’).

ANTONIO:

  • bisogna avere la visione generale del complesso e dunque inserire le nuove funzioni di quest’area in rapporto a cosa verrà realizzato nelle altre;

  • va tenuto in gran conto il collegamento tra il giardino sul retro della Villa con quest’area del ‘recinto degli orti’

  • mentre la parte dell’ampliamento novecentesco è liberamente discutibile, qui ci sono presenza (‘edifici rurali’) di cui si deve tener conto, specialmente in relazione alle future funzioni;

  • per gli edifici suggerisce di adibirli quali spazi per le associazioni cittadine, anche quale ‘incubatrice’ per future altre associazioni;

  • da queste considerazioni ne deriva un ‘no’ alla realizzazione di ‘orti sociali’ in quell’area;

  • dall’accostamento delle mappe storiche significative (mappa Pasiani del 1783 e catasto napoleonico) non si notano altri edifici e si potrebbe desumere che la produzione di cibo provenisse dal paese;

  • dalle campagne circostanti di proprietà dei Correr dunque provenivano vino e frumento;

NB: da studi recenti del 2007 (studio su un inventario dei beni della Villa) si evince che, nel corpo centrale della Villa, non vi erano spazi per la servitù. Dai documenti del 1638 però si nota che vi era un’attività agricola, pertanto, con la mappa Pasiani, si ‘legge’ che oltre agli orti, stalla e brolo vi erano edifici utilizzati come abitazioni per i contadini.

GIANNI:

  • una possibilità di utilizzare l’area sarebbe di costruirvi sopra un’auditorium che manca alla città di Porcia (viene però sottolineato dai progettisti che le necessità spaziali e di movimentazione di mezzi a funzione di una sala spettacoli è notevole e non congrua con l’area a dipsosizione. Il costo poi sarebbe impegnativo e alcuni presenti suggeriscono che forse sarebbe più opportuno fruire degli spazi per spettacoli già esistenti nell’area urbana (tra Pordenone e dintorni, raggiungibili in pochi minuti);

  • non è d’accordo con realizzazione di ‘orti sociali’ perchè potrebbero diventare luoghi brutti e disordinati;

  • la proposta per l’area verde è di realizzare un ‘parco inclusivo’ a misura di portatori di handicap, ritenendo quel luogo idoneo perchè più ‘chiuso’ e protetto rispetto all’area dell’ampliamento novecentesco;

    NB: (i progettisti fanno notare che ogni ‘parco giochi’ odierno deve rispettare regole/protocolli di inclusività, ovunque esso si trovi; altri partecipanti sottolinenano che è più sicura un’area visibile a tutti che una più ‘nascosta’);

DANILA:

  • se si dovessero realizzare ‘orti sociali’ servirebbe un ‘coordinatore’ per evitare che risultino disordinati e mal coltivati, insomma affinchè abbiano anch’essi un aspetto esteticamente piacevole e ordinato;

  • è d’accordo sul transito delle biciclette nei vialetti ciclabili che possano attraversare la’rea verde, a patto che non interferiscano con i pedoni (tutti d’accordo, anche con l’idea di far attraversare l’area dal ‘Pedibus’);

  • suggerisce di lasciare comunque spazi liberi per giochi e attività e di pensare il verde in maniera complessiva ( soprattutto per le funzioni delle varie aree);

GAETANO:

  • richiedendo che gli spazi verdi, siano essi anche ‘orti sociali’, possano essere attrezzati per un utilizzo anche ‘ricreativo’ e ‘socializzante’, porta l’esempio di un piccolo parco pordenonese ove è stato realizzato un fornetto per fare il pane e una griglia per il barbecue (in cui gli utilizzatori portano da sé il necessario per il funzionamento);

GIANMARIO:

  • in un ragionamento più ampio che accenna anche all’edificio della ex stalla, sottolinea che ad ‘auditorium’ potrebbe eventualmente essere adibito anche un ampio spazio multifunzionale (per conferenze, incontri, ecc.) sottolinenando che quello sopra la scuola di musica ha problemi di ‘interferenze’ di visibilità a causa di colonne portanti in mezzo alla sala (qui si ragiona brevemente sulla capacità statica dei solai…);

  • ritiene ottima l’idea della ‘permeabilità’ degli spazi verdi mediante la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili di attraversamento di tutto il complesso per rendere più ‘vivo’ tutto il parco.

Dal sopralluogo all’esterno tutti notano un portone chiuso che da accesso all’area privata adiacente e i resti di un edificio diroccato accanto a quelli esistenti, al confine con l’area delle scuole. Una proposta è di recuperare quel volume, ricostruendolo, e creare un passaggio porticato che connetta l’area del ‘recinto degli orti’ con l’area delle scuole ed in particolare con il parcheggio delle scuole, vicinissimo.

Si nota la contiguità di due spazi pubblici: area della Villa e area delle scuole, inoltre non va trascurata l’area adiacente che il Piano regolatore comunale ha destinato ad ‘area verde’, nel momento in cui vi sarà una urbanizzazione ( da parte dei privati proprietari dell’area edificabile).

Questa area del ‘recinto degli orti’ potrebbe dunque diventare, grazie a questa posizione di ‘contiguità’ una sorta di ‘snodo’ fra aree pubbliche.

Un sopralluogo piovoso

Sabato scorso ci siamo incontrati per la seconda volta all’interno del parco con i cittadini che desiderano collaborare al progetto di recupero del parco di Villa Correr Dolfin. La pioggia battente e il vento ci hanno costretti a rinchiuderci all’interno della ex-stalla dove sui tavoli della Proporcia abbiamo squadernato le carte e iniziato la discussione.

Durante un momento di pausa della pioggia, quelli che erano rimasti, hanno comunque svolto un sopralluogo nella zona della corte agricola elaborando e confrontando le informazioni emerse durante lo studio cooperativo delle carte. Durante la visita la pioggia è progressivamente aumentata e alla fine siamo dovuti rientrare nella stalla per fissare sulla carta le osservazioni fatte. In modo particolare si è presa coscienza della dimensione delle aie a servizio degli edifici rurali. In modo speciale ci si è concentrati sul tema delle connessioni e sulla necessità di legare la villa anche ai tessuti insediativi posti a nord. Questo asse di accesso permetterebbe di sfruttare il parcheggio delle scuole e di Via Vittorino da Feltre durante gli eventi che ormai si svolgono nel parco. Inoltre nei pressi delle scuole un vecchio cancello permetteva l’accesso al recinto agricolo e si tratterebbe solo di riattivarlo. In questo modo anche i cittadini che abitano a monte della villa potrebbero arrivare comodamente e il grande parco potrebbe trasformarsi in una grande “cerniera” territoriale.20161105_10150820161105_10190020161105_10384420161105_10390120161105_10392020161105_105003

L’uscita sotto la pioggia20161105_11570220161105_11593520161105_115948

I cespugli posti a fianco della residenza contadina nascondo un fabbricato crollato adiacente alla palestra delle scuole.

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Il cortile del recinto agricolo permetteva di raggiungere i campi posti a monte del brolo attraverso un cancello in ferro oggi quasi coperto dalla vegetazione ruderale che ha aggredito il muro di cinta in sassi.20161105_12132920161105_121458

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