Una prima occasione per far conoscere il progetto anche fuori da Porcia

Il convegno sui giardini storici e sul loro recupero ci ha fornito l’occasione di presentare il progetto a un convegno organizzato dalla Soprintendenza di Ferrara e la locale Università. E’ stata anche l’occasione per enunciare quelle che sono le novità metodologiche proposte per riorganizzare uno spazio che ha bisogno di una nuova interpretazione. Il carattere partecipato e urbano impresso a questo progetto è un elemento di novità per il dibattito. Il giardino storico non è più solo un oggetto estetico ricomposto dagli specialisti e osservato dal pubblico. Il giardino deve diventare un motore di socialità, un ambiente che non è un corpo separato rispetto alla città, ma che serve a definire il senso della stessa. La ricostruzione filologica, per quanto è possibile, non deve essere solo appannaggio dei professionisti, ma una occasione per reinterpretare uno spazio che da giardino separato diventa spazio pubblico. E lo spazio pubblico non è più un luogo atemporale dedicato alla contemplazione, ma un ambiente attivo e propositivo per la cittadinanza.

Ecco il manifesto del convegno sui giardini storici.

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e qui il sito di riferimento dell’iniziativa

http://www.ilturco.it/interno-verde/giardino-ops/

Una nuova occasione per discutere sul futuro del Parco di Villa Correr a Porcia

Per restituire il processo di progettazione del parco della villa abbiamo organizzato una nuova iniziativa pubblica.

Ecco il programma

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Il Progetto per il Parco

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Pubblichiamo di seguito gli elaborati del progetto per il parco di Villa Correr Dolfin in modo che la divulgazione di questi documenti possa contribuire a un dibattito costruttivo all’interno della società purliliese. Alcuni documenti danno la possibilità di valutare anche alcuni costi che esulano dal semplice restauro degli spazi aperti.

Durante le quattro occasioni del dibattito più volte è stato sollevato il problema che la configurazione dello spazio aperto non poteva non tener conto di una ipotesi di restauro degli edifici che stanno nei diversi settori del parco. Per esempio, l’auspicabile restauro della villa comporterà necessariamente l’occupazione un domani di un’ampia parte del giardino formale con il cantiere. Le funzioni previste nelle ex dipendenze della villa non devono importare pratiche che creino conflitti con l’uso del parco. Per questo abbiamo stimato e indicato alcune soluzioni anche per il recupero dei volumi del complesso dei Correr all’interno della cornice culturale che sostiene tutto il progetto.

Per questo motivo la scelta di lavorare nella valutazione delle opere di trasformazione con schede diverse per le diverse aree ci è sembrata la soluzione migliore per rendere efficace il racconto della proposta. Il progetto è il “quadro” da raggiungere attraverso un processo di piccoli microprogetti che poco alla volta completano il disegno del nuovo parco.

Io e Annalisa Marini speriamo che questo sforzo per uscire dalle tavole di un disegno specialistico per costruire una narrazione del progetto venga apprezzato.

Cogliamo ancora una volta l’occasione per ringraziare le decine di cittadini che hanno partecipato alle quattro giornate di laboratorio certi che troveranno all’interno del nostro progetto molte delle cose che hanno proposto. Quello che si è formalizzato nelle tavole del progetto è diverso da quello che avevamo immaginato all’inizio di questo percorso proprio perché il vostro aiuto a capire il “senso dei luoghi” è stato determinante.

Si è trattato di una vera esperienza di coprogettazione.

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Il grande brolo settecentesco e la memoria dell’agricoltura

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin: area brolo

 

Nonostante il cattivo tempo molti cittadini hanno partecipato all’ultima seduta del laboratorio di Villa Correr per dire la propria anche a proposito del grande brolo settecentesco. Dopo le 12,00 si è fermata la pioggia e siamo riusciti anche a fare un breve sopralluogo negli spazi del recinto per verificare alcune proposte e/o resistenze.

Di seguito, come al solito, descriviamo i risultati delle singole osservazioni.

GRAZIELLA:

  • osserva che non essendoci più le stalle e animali che producano inquinamento dei due laghetti, si debba primariamente provvedere alla ripulitura del fondo e al ripristino della trasparenza delle acque;
  • sottolinea che trovando un progetto valido, anche per le funzioni attribuite a spazi ed edifici, questo consentirebbe di accedere a finanziamenti europei e regionali (es. PSR 2014-2020);
  • propone per la Villa di divenire ‘presidio slow food’;
  • è d’accordo sulla creazione di ‘orti sociali’ nell’area del ‘recinto degli orti’, anche collegati con le attività in generale che verranno svolte nel complesso;
  • vede come positiva l’idea di poter realizzare concerti di una certa importanza sul grande prato del brolo;
  • richiede che il percorso ipotizzato lungo il muro di sassi, di recinzione del prato sia ombreggiato, per consentire passeggiate e attività ginniche (percorso vita?);
  • chiede di valorizzare la vista paesaggistica verso il Piancavallo ed è dunque contraria alla piantumazione di alberi alti lungo il muro a nord;

ANTONIO:

  • ricorda le piantate di viti, spesso maritate ad aceri o carpini, che storicamente costituivano il paesaggio agricolo di Porcia;
  • ricorda anche i ‘riti’ e la possibilità, rara, offerta ai bambini purliliesi di entrare nel parco di Villa Correr Dolfin e giocarvi, possibilità offerta dalla contessa Dolfin, in occasione della festività di S.Antonio;
  • si interroga su quali funzioni potrebbe assumere l’ex stalla. Osserva che le funzioni devono essere correlate a quanto verrà fatto all’interno di tutto il parco e al complesso degli edifici;
  • propone di creare dei ‘percorsi’ che non solo attraversino il parco ma corrano lungo il recinto/muro con nuovi accessi a via Correr e strada dell’asilo (nella parte di muro rifatta ex novo);
  • si dice convinto della necessità di mantenere la ex stalla, sicuramente come volume, e da valutare se riedificarlo o recuperarlo;
  • sottolinea che va ricordato che la barchessa ovest è stata oggetto di sistemazione con creazione di ‘cucina’ ad uso manifestazioni;
  • non crede sia necessario riproporre il tema dell’ agricoltura nella sistemazione degli spazi e degli edifici;
  • chiede che la progettazione, nell’attribuire le nuove funzioni agli spazi, sia verdi che costruiti, tenga presente primariamente il tema della ‘manutenzione’ e consideri anche la possibilità di attività che possano consentire l’automantenimento del complesso (per cui è d’accordo sulla presenza di concerti che potrebbero essere redditizi);
  • sottolinea la necessità di attrarre giovani e dunque di pensare a funzioni delle aree in quest’ottica;
  • nell’ipotesi di utilizzo del grande prato quale luogo per concerti, per il quale si dice d’accordo, segnala che, come già accaduto in passato, si possono anche utilizzare i parcheggi della non lontana Electrolux con collegamento di bus/navetta;
  • questi eventuali utilizzi previsti per l’area e per il complesso, richiedono di porre attenzione al tema della accessibilità e viabilità;
  • sottolinea che il complesso della Villa e i suoi utilizzi futuri dovrebbero tener conto che Porcia fa parte della UTI con i comuni limitrofi;

REGINA:

  • suggerisce di utilizzare i laghetti anche per farci andare delle barchette, sia telecomandate (giochi dei bambini), sia eventualmente per adulti, per piccoli giretti, come succede a Roma nel laghetto di Villa Borghese;

GIUSEPPE:

  • ricorda che i pioppi cipressini attorno ai laghetti sono di recente piantumazione;
  • fa osservare che il ‘recinto’ della villa crea uno spazio ‘privato’, staccato dal contesto, che ben si evidenzia guardando il parco dalle finestre alte della Villa;
  • data la storia del complesso di Villa Correr Dolfin, suggerisce di non perdere il carattere ‘agricolo’ degli spazi;
  • è d’accordo sulla possibilità di demolire la ex stalla (eventualmente con una ricostruzione più idonea);
  • si interroga sull’eventuale impatto che l’utilizzo del grande spazio per concerti potrebbe avere sull’impiantistica e reti tecnologiche del complesso della Villa;

SERGIO:

  • fa notare, portando alla conoscenza di tutti i suoi ricordi di giardiniere in Villa, che gli alberi di noce che costituiscono il doppio filare del vialetto che dalla barchessa ovest arriva ai laghetti, è recentissimo, degli anni ’70, così come la piantumazione degli olmi (oggi quasi tutti scomparsi eccetto uno, causa grafiosi dell’olmo), lungo il muro che costeggia via Correr. Queste piantagioni furono decise dai conti Dolfin per ombreggiare le loro passeggiate mattutine;

FERNANDO:

  • conferma, essendo stato testimone dell’evoluzione in molti anni del giardino, che diverse piantumazioni furono decise dai conti Dolfin per creare dei ‘percorsi d’ombra’, utili alle loro passeggiate e soste nel parco, in anni relativamente recenti (30-40 anni fa);

FIORELLA:

  • concorda sul fatto di mantenere un carattere ‘agricolo/agreste’ agli spazi verdi ed eventualmente alle funzioni di alcuni edifici;
  • propone di fare ricerca di antiche varietà di frumenti o cereali da seminare nelle aree a prato coltivato, per ricreare quello che doveva essere il ‘paesaggio’ antico;
  • d’accordo con Antonio, rimarca che comunque anche gli spazi più piccoli possono essere sede di eventi, dimensionati in proporzione;
  • è d’accordo, come proposto da più parti, di utilizzare parte degli spazi degli edifici rurali, quali ‘ostello’ o ‘foresteria’ con gestione comunale;
  • ricorda la necessità di poter fruire comunque di uno spazio adeguato quale magazzino per i materiali necessari all’organizzazione degli eventi e manifestazioni

FABIO:

  • fa notare la dimensione del grandissimo prato tra le mura di sassi, del brolo. Osserva che è forse più grande degli spazi in cui a Villa Manin si realizzano concerti importanti e sottolinea che la Villa sarebbe un luogo ideale per queste attività ed eventi, anche per la sua posizione strategica (vicino ad uscita autostradale, raggiungibile facilmente col treno/bus e con eventuali parcheggi utilizzabili attorno e relativamente vicini);
  • fa notare che il mantenimento del volume della ex stalla è positivo (anche ristrutturata o ricostruita) perché consentirebbe la realizzazione di eventi anche in caso di pioggia;

CARLO:

  • sottolinea che il parco deve essere vissuto al massimo dalla gente e non diventare un luogo con parti non, o poco, frequentate;
  • si dice d’accordo nell’utilizzo del grande prato per manifestazioni (anche la rievocazione della battaglia napoleonica) e concerti;
  • in generale è d’accordo sul recupero della ‘tradizione agricola’, vista in maniera contemporanea, con sviluppo di ‘agricoltura sociale’, o ‘agricoltura di cpmunità’ come l’esempio del parco di S.Floriano;
  • questa funzione del brolo va collegata a quella del ‘recinto degli orti’ e con le funzioni che verranno attribuite ai fabbricati rurali di quell’area;
  • parla, per questi spazi, di un’agricoltura che è più di ‘servizio’ che di produzione (es.promozionale per giovani aziende, ecc.);
  • per quanto riguarda la parte del grande prato, chiede di evitare, lungo il muro verso nord, la formazione di filari di alberi che impediscano la vista sul paesaggio ed in particolare verso il Piancavallo;

TERESA:

  • chiede che tutti i vialetti siano più facilmente ‘accessibili’ anche ai portatori di handicap e a chi usa la carrozzella, realizzando i fondi dei vialetti con materiali più compatti, anche se drenanti;

IDO:

  • sollecita a tenere in considerazione, nella nuova progettazione e nelle nuove funzioni che verranno date agli spazi, alle manifestazioni ed eventi che già oggi vengono realizzati, in modo da consentirne l’organizzazione anche in futuro;

GIORGIO:

  • suggerisce di demolire la ex stalla e, per consentire comunque una visione ampia degli spazi, in modo che la vista, dall’area del ‘recinto degli orti, possa spaziare anche nel brolo, propone di ricostruire il volume della ex stalla come struttura in ‘acciaio e vetro’, una sorta di nuova serra (orangerie) con utilizzo polifunzionale (conferenze/piccoli concerti/mostre/ristorazione/eventi);
  • sollecita come intervento prioritario, la pulitura e recupero dei laghetti;
  • sottolinea la necessità di rendere tutta l’area più accessibile anche con ulteriori aperture (d’accordo con Antonio ed altri);
  • è d’accordo di utilizzare il grande prato, oltre che per le attuali manifestazioni, anche per concerti, suggerendo tipologie musicali in linea con l’attività della Scuola di musica ‘Salvador Gandino’;

DENIS:

  • fa alcune osservazioni sulla qualità e necessaria manutenzione delle piante esistenti e si propone di donare alcune piante grandi, delle quali ha necessità di espianto in tempi relativamente brevi, del proprio vivaio;

PINO:

  • è d’accordo nel pensare al grande prato del brolo quale spazio per concerti, ma chiede di porre la massima attenzione e risolvere il problema connesso a questa funzione, cioè alle possibilità di parcheggio;

DANIELE:

  • valuta positivamente l’idea di utilizzare il grande prato per concerti e si chiede se non possa, almeno in una porzione, o in spazi temporali adeguati, convivere con un’area in cui poter fare sperimentazioni agricole;

GIANNI (non era presente ma ha inviato le note di seguito riportate):

  • abbattimento della stalla e rimozione di tutti i fabbricati nonché del plateatico di contorno. In questo modo si ‘aprirebbe’ lo spazio retrostante dando una prospettiva di ampio respiro ed il parco inclusivo che avevo suggerito potrebbe evitare una sorta di ghettizzazione (lamentata da alcuni). In questo modo avrebbe tre caratteristiche positive: sicurezza, distanza dal rumore, distanza dallo smog stradale;
  • piantumazione dello spazio ottenuto con un contenuto numero di essenze autoctone per arredare e non comprimere;
  • in collaborazione con il consorzio ‘mele antiche’ di Maniago (o assimilati) ricostruzione del frutteto dove, ancora oggi, permangono alcune piante da frutto striminzite ed eliminazione delle piante cresciute vicino alla mura;
  • ‘rinvigorimento’ della polla a Nord del parco per permettere ai laghetti di essere tali e non diventare stagni di acqua putrida;
  • sostituzione dei pioppi cipressina morti o sradicati per completare la loro corona attorno ai laghetti;
  • apertura di due accessi sul fronte strada;
  • piantumazione mirata del prato dove, un tempo, c’era la vigna, mantenendo però una zona completamente libera (della dimensione all’incirca di un campo di calcio);
  • creazione di un ‘percorso vita’ che si snodi attraverso tutto lo spazio citato: ex stalla, brolo, prato;
  • eliminazione del cancello di servizio e ripristino della mura originale, al massimo si potrebbe ricavare un arco con passaggio pedonale;
  • mantenimento del viale con i noci;
  • permesso di montare gazebo ed assimilati solo in occasione di manifestazioni e limitatamente al tempo necessario per lo svolgimento delle stesse.

NB:Tutti concordano sulla necessità di provvedere alla riqualificazione e ripulitura dei due laghetti.

La maggioranza si dice concorde sulla possibilità di demolizione della ex stalla con ricostruzione (sia per motivi economici ma anche per motivi di impiantistica). Viene anche vista con parere positivo la possibilità che vi sia ampia superficie vetrata che consentirebbe di spaziare con lo sguardo attraverso il brolo.

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Il giardino formale e la geometria seicentesca

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin. Area giardino formale seicentesco

Considerando la parte del ‘giardino formale seicentesco’:

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SERGIO:

  • ricorda che le palme, in tutto il parco della Villa furono piantate in maniera indiscriminata attorno al 1983 su indicazione dell’allora amministratore della proprietà. Da qui la grande infestazione di palme ovunque e la relativa piantagione quando ne cresceva una nuova;

FERNANDO:

  • ricorda che il cedro atlantica (Cedrus atlantica) aveva un suo ‘simmetrico’ dall’altra parte dell’ingresso, non ripiantato quando si è seccato;
  • essendo stato testimone dell’evoluzione in molti anni del giardino, oltre a citare il cedro atlantica (Cedrus atlantica) morto, ricorda anche due robinie (Robinia pseudoacacia) piantate simmetricamente e poi seccate e mai ripiantate;
  • ricorda anche la presenza di rosai nella parte anteriore, davanti alla Villa;
  • osserva che con l’attuale impostazione dei viali, si consente una visione migliore degli edifici circostanti perché il percorso porta a compiere un movimento circolare;
  • per quanto riguarda tutta l’area in oggetto, in particolare quella parte ad ovest sottolinea la presenza di importanti ristagni d’acqua in seguito a piovaschi intensi;

 

NB:Tutti concordano sulla necessità di provvedere, specie attorno alla Villa ad opportuni drenaggi per impedire la formazione di pozze e ristagni d’acqua.

ANTONIO:

  • fa notare che originariamente attraverso i viali del giardino seicentesco passavano le carrozze e dunque si deve tener conto di quegli spazi di manovra e prevedere ampi viali laterali alla Villa, anche in considerazione delle possibili funzioni pubbliche che l’edificio potrà assumere in futuro;
  • pensa che sia interessante riproporre un giardino formale simile a quello che appare nella mappa Pasiani ( ad aiuole quadripartite);
  • ritiene che non sia necessario sentirsi ‘vincolati’ dalla presenza delle statue dato che non si è sicuri da dove provengano e se fossero sempre state lì;
  • propone di creare una sorta di ‘separazione’ tra il giardino ‘formale’ attorno all’edificio della Villa, un giardino più ‘nobile e prezioso’, e gli altri spazi verdi (ampliamento novecentesco, ‘recinto degli orti’ e brolo;
  • per quanto riguarda la parte sul retro ed il viale dei tigli, si dice d’accordo nel ripristinare tale viale, rendendolo accessibile anche ai mezzi di servizio, specie con la creazione di un cancello (apertura solo di servizio) che metta in comunicazione con la via sterrata a nord;

GIANNI:

  • ritiene che i percorsi possano essere svincolati dalle antiche funzioni e dunque non necessariamente devono riprendere pedissequamente le forme del passato;
  • suggerisce che il giardino davanti alla Villa non sia preponderante nel suo aspetto, rispetto alla facciata dell’edificio e non lo ‘oscuri’, con piante troppo grandi o visivamente ‘invasive’, ma anzi ne permetta una visione completa e valorizzazione;
  • l’utilizzo di piante basse, come potevano essere le bordure seicentesche, possono essere ideali per valorizzare la vista della Villa ed anche riprendere lo stile del giardino formale;
  • per quanto riguarda la parte posteriore dell’area, dietro alla Villa: concorda nell’apertura dei due archi sul muro che divide l’area da quella del ‘recinto degli orti’, perché saranno un nuovo ‘ingresso’ a quello spazio e già indicano un cambiamento e una nuova funzione (passaggio di un eventuale percorso pedonale e ciclabile) di questa parte del giardino;

CLARA:

  • sottolinea che il parco viene riutilizzato ‘oggi’ e dunque non è il caso di rimanere legati ad un’impostazione formale seicentesca, ma si deve tener conto che la storia si evolve e dunque anche la forma del giardino seguirà questa ‘evoluzione’;
  • non è d’accordo sulle aiuole formali;

GAETANO:

  • mantenere le piante divenute esemplari che sono sane e ben cresciute;
  • per quanto riguarda la parte posteriore del giardino, a nord, sulla sinistra del viale dei tigli, suggerisce un ‘anfiteatro verde’ per eventi e spettacoli;
  • propone la possibilità di accogliere tende per brevi soggiorni, quali ‘foresterie’ (tale suggerimento viene escluso da tutti e motivato dai progettisti, sia per il vincolo storico monumentale del parco, sia con la possibilità di situare eventualmente una ‘foresteria’ comunale negli edifici rurali poco distanti, nel ‘recinto degli orti’);

Tutti concordano per l’utilizzo di questo spazio per funzioni legate a manifestazioni musicali/teatrali, data la futura accessibilità da nord e la presenza di edificio che, una volta recuperato, possa fornire attacchi elettrici e idrici.

DANIELE:

  • valuta positivamente l’idea di mantenere la parte anteriore del giardino quadripartita, con le aiuole rettangolari davanti alla Villa;
  • non è d’accordo nel taglio indiscriminato delle piante ma ritiene importante mantenere quelle sane e di grande dimensione, mentre per quelle non coerenti con il progetto e/o non sane si può procedere all’eliminazione e/o sostituzione;
  • ripristinare bordure anche in convallaria (Convallaria japonica) che consente una bassa manutenzione;

GIUSEPPE:

  • sulla parte posteriore della Villa, c’è già una consolidata percezione del viale fiancheggiato dai filari di tigli (Tilia platyphyllos) che va mantenuto;
  • in quest’area, ma anche in generale, suggerisce di utilizzare specie autoctone e particolarmente rappresentative (ovvero che diventino veri e propri ‘esemplari’), per esempio: farnia (Quercus robur), faggio (Fagus sylvatica), bagolaro (Celtis australis);
  • anche in considerazione del futuro utilizzo della villa, di tipo pubblico, riprendere la tipologia di giardino formale potrebbe aggiungere un elemento di valorizzazione, qualora però questo sia anche ‘interpretato’ in maniera attuale;

CARLO:

  • richiede di tenere presente giochi per bambini realizzati con il ‘verde’;

CORRADO:

  • ad una proposta dei progettisti, di ‘segnare’ come pavimentazione, il sedime di un possibili porticato che avrebbe probabilmente potuto essere costruito anche ad ovest, aderente alla barchessa, in maniera simmetrica a quello della barchessa est, si dice non d’accordo perché tale soluzione comunque non potrebbe ricreare una simmetria del giardino;

In generale quasi tutti osservano che, valutando tempi lunghi, la progettazione possa anche considerare eliminabili i due tigli della parte a ovest del giardino formale.

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 Considerando la parte del ‘prato stabile’ all’esterno del muro della Villa, lungo via Correr:

Dal sopralluogo all’esterno tutti notano che la siepe di lauroceraso e ligustro non valorizzano la Villa e servono solo a nascondere dei manufatti  (centraline lettura energia elettrica e/o gas) veramente incongrui con la vista frontale del complesso monumentale. Anche gli arredi urbani vanno ripensati e resi conformi con l’aspetto del complesso storico monumentale.

GIUSEPPE:

  • la siepe non è bella ma forse si può pensare a crearne una opportuna ed esteticamente piacevole per nascondere manufatti incongrui (la centralina) e per ricreare quella che anticamente poteva essere un ‘divisorio’ con la strada;

ANTONIO:

  • suggerisce di mantenere prato verde rasato davanti alla Villa, almeno fino al fossato trasversale (che esce dai laghetti);
  • valuta positivamente l’idea, su cui concordano i presenti, di ripristinare un piccolo bacino d’acqua in corrispondenza del fossato, per far ‘vedere’ l’acqua che esce dai laghetti di risorgiva della Villa;
  • è concorde con la maggior parte dei presenti di creare un’apertura all’estremità del muro verso l’asilo ‘Melarancia’, dato anche che quella parte di muro non è antica, ma rifatta di recente, per consentire il passaggio di un percorso ciclabile e pedonale che sia un altro ulteriore ingresso al parco dalla parte del brolo;

TERESA:

  • rispetto alla possibilità di riportare acqua pulita di risorgiva nei laghetti e di farla defluire anche nel fossato all’esterno del muro in pietra, ricorda che negli anni ’70 vi era una risorgiva all’interno dell’area delle adiacenti scuole elementari;

GIANNI:

  • ribadisce il carattere di ‘prato stabile’ dell’area a prato davanti all’ingresso della Villa;
  • cita l’esperienza francese del noto paesaggista Gilles Clement relativamente alla bellezza, funzione e mantenimento dei ‘prati naturali’;
  • sostiene che si potrebbe mantenere a ‘prato naturale’ almeno tutta l’area oltre il fossato. Questo potrebbe essere attraversato con una passerella, e poi, dall’altra parte, solo con la rasatura, potrebbe essere creato un percorso/viale attraverso l’erba alta del ‘prato naturale’ per consentire alle persone di ammirarne e riconoscerne le specie presenti;

Si nota la contiguità di due spazi pubblici: area della Villa e area delle scuole, inoltre non va trascurata l’area adiacente che il Piano regolatore comunale ha destinato ad ‘area verde’, nel momento in cui vi sarà una urbanizzazione ( da parte dei privati proprietari dell’area edificabile).

 

Ultima giornata di discussione e co-progettazione sotto il portico della Proporcia

Ci troviamo domani mattina alle 10,00 sotto il portico della Stalla nel Parco di Villa Correr Dolfin per l’ultimo incontro.

Portatevi anche gli ombrelli

Il progetto va avanti

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ciao

Annalisa e Moreno

Sintesi della discussione relativa al recinto degli orti

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin

area ‘recinto degli orti’

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Nella mappa del Pasiani (1783) Il recinto con le case degli agricoltori e domestici compare con la lettera B subito dopo l’insediamento di Villa sergnato con A.

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Nel catasto austriaco si nota l’edificio completamente edificato a nord e le case della servitù a est. Lo spazio di aia di fronte agli edifici è molto grande mentre lo spazio agricolo è segnato con un verde intenso.

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Nella foto aerea del 1953 si notano invece importanti piantagioni che hanno riorganizzato tutto lo spazio interno al recinto occupando anche parte dell’aia.

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin

area ‘recinto degli orti’

Considerando la parte del ‘recinto degli orti’ (*), nella parte a nord ovest del parco:

(*) storicamente area in cui vi erano gli orti per la produzione alimentare per la Villa

GIUSEPPE:

  • sarebbe importante mantenere una coerenza tra le funzioni previste per gli ‘edifici rustici’, una volta riqualificati e le aree circostanti;

  • è necessario un restauro permanente delle aree e non solo interventi provvisori;

  • risulterebbe interessante la possibilità di inserire nell’ampio spazio verde un sistema’ di ‘orti sociali’;

  • l’orto è visto come ‘elemento socializzante’ ;

  • l’ ‘area degli orti sociali’ potrebbe risultare la ‘cucitura’ con il resto delle aree pubbliche (del parco ma anche delle scuole limitrofe);

  • gli edifici, ristrutturati e riqualificati, potrebbero assumere anche funzioni collegate con l’economia locale e del territorio, specialmente con quella agricola (es. punto di visibilità/vendita/ promozione di attività di giovani agricoltori ‘innovativi’).

ANTONIO:

  • bisogna avere la visione generale del complesso e dunque inserire le nuove funzioni di quest’area in rapporto a cosa verrà realizzato nelle altre;

  • va tenuto in gran conto il collegamento tra il giardino sul retro della Villa con quest’area del ‘recinto degli orti’

  • mentre la parte dell’ampliamento novecentesco è liberamente discutibile, qui ci sono presenza (‘edifici rurali’) di cui si deve tener conto, specialmente in relazione alle future funzioni;

  • per gli edifici suggerisce di adibirli quali spazi per le associazioni cittadine, anche quale ‘incubatrice’ per future altre associazioni;

  • da queste considerazioni ne deriva un ‘no’ alla realizzazione di ‘orti sociali’ in quell’area;

  • dall’accostamento delle mappe storiche significative (mappa Pasiani del 1783 e catasto napoleonico) non si notano altri edifici e si potrebbe desumere che la produzione di cibo provenisse dal paese;

  • dalle campagne circostanti di proprietà dei Correr dunque provenivano vino e frumento;

NB: da studi recenti del 2007 (studio su un inventario dei beni della Villa) si evince che, nel corpo centrale della Villa, non vi erano spazi per la servitù. Dai documenti del 1638 però si nota che vi era un’attività agricola, pertanto, con la mappa Pasiani, si ‘legge’ che oltre agli orti, stalla e brolo vi erano edifici utilizzati come abitazioni per i contadini.

GIANNI:

  • una possibilità di utilizzare l’area sarebbe di costruirvi sopra un’auditorium che manca alla città di Porcia (viene però sottolineato dai progettisti che le necessità spaziali e di movimentazione di mezzi a funzione di una sala spettacoli è notevole e non congrua con l’area a dipsosizione. Il costo poi sarebbe impegnativo e alcuni presenti suggeriscono che forse sarebbe più opportuno fruire degli spazi per spettacoli già esistenti nell’area urbana (tra Pordenone e dintorni, raggiungibili in pochi minuti);

  • non è d’accordo con realizzazione di ‘orti sociali’ perchè potrebbero diventare luoghi brutti e disordinati;

  • la proposta per l’area verde è di realizzare un ‘parco inclusivo’ a misura di portatori di handicap, ritenendo quel luogo idoneo perchè più ‘chiuso’ e protetto rispetto all’area dell’ampliamento novecentesco;

    NB: (i progettisti fanno notare che ogni ‘parco giochi’ odierno deve rispettare regole/protocolli di inclusività, ovunque esso si trovi; altri partecipanti sottolinenano che è più sicura un’area visibile a tutti che una più ‘nascosta’);

DANILA:

  • se si dovessero realizzare ‘orti sociali’ servirebbe un ‘coordinatore’ per evitare che risultino disordinati e mal coltivati, insomma affinchè abbiano anch’essi un aspetto esteticamente piacevole e ordinato;

  • è d’accordo sul transito delle biciclette nei vialetti ciclabili che possano attraversare la’rea verde, a patto che non interferiscano con i pedoni (tutti d’accordo, anche con l’idea di far attraversare l’area dal ‘Pedibus’);

  • suggerisce di lasciare comunque spazi liberi per giochi e attività e di pensare il verde in maniera complessiva ( soprattutto per le funzioni delle varie aree);

GAETANO:

  • richiedendo che gli spazi verdi, siano essi anche ‘orti sociali’, possano essere attrezzati per un utilizzo anche ‘ricreativo’ e ‘socializzante’, porta l’esempio di un piccolo parco pordenonese ove è stato realizzato un fornetto per fare il pane e una griglia per il barbecue (in cui gli utilizzatori portano da sé il necessario per il funzionamento);

GIANMARIO:

  • in un ragionamento più ampio che accenna anche all’edificio della ex stalla, sottolinea che ad ‘auditorium’ potrebbe eventualmente essere adibito anche un ampio spazio multifunzionale (per conferenze, incontri, ecc.) sottolinenando che quello sopra la scuola di musica ha problemi di ‘interferenze’ di visibilità a causa di colonne portanti in mezzo alla sala (qui si ragiona brevemente sulla capacità statica dei solai…);

  • ritiene ottima l’idea della ‘permeabilità’ degli spazi verdi mediante la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili di attraversamento di tutto il complesso per rendere più ‘vivo’ tutto il parco.

Dal sopralluogo all’esterno tutti notano un portone chiuso che da accesso all’area privata adiacente e i resti di un edificio diroccato accanto a quelli esistenti, al confine con l’area delle scuole. Una proposta è di recuperare quel volume, ricostruendolo, e creare un passaggio porticato che connetta l’area del ‘recinto degli orti’ con l’area delle scuole ed in particolare con il parcheggio delle scuole, vicinissimo.

Si nota la contiguità di due spazi pubblici: area della Villa e area delle scuole, inoltre non va trascurata l’area adiacente che il Piano regolatore comunale ha destinato ad ‘area verde’, nel momento in cui vi sarà una urbanizzazione ( da parte dei privati proprietari dell’area edificabile).

Questa area del ‘recinto degli orti’ potrebbe dunque diventare, grazie a questa posizione di ‘contiguità’ una sorta di ‘snodo’ fra aree pubbliche.