Ci troviamo per discutere le modalità di restauro del muro della villa e come far diventare il parco un Community Garden

Riprendono domani le iniziative relative al restauro del parco di villa Correr Dolfin. Ci troveremo sul posto con il rilievo alla mano per decidere come condurre le fasi del restauro del recinto della villa. Il tema come vedrete non è scontato anche in relazione alle risorse disponibili.

In coda all’incontro ci sposteremo nella stalla e vedremo di discutere su cosa fare per dare vita a quelle azioni di cittadinanza attiva previste nel progetto preliminare. Abbiamo la forza di costruire un gruppo di persone che interpreti il tema dell’agricoltura urbana posto dal progetto preliminare?

28 ottobre 2017

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Alle armi… Si parte a progettare

Abbiamo detto molto spesso che quello predisposto per il Parco di Villa Correr Dolfin non è solo un progetto, ma meglio un processo. Non è un tracciato dritto e determinato, ma un indirizzo che può permetterci anche di assestare il tiro discutendo progressivamente delle forme di realizzazione. Il progetto va fatto per piccoli passi, per fasi successive di creazione e assestamento che tengano conto anche della difficoltà di reperire le risorse necessarie per i lavori.

Per ora è stato finanziato un primo lotto appaltabile per il restauro del muro di cinta e l’apertura di alcuni dei varchi previsti nel progetto. Si tratta di una prima azione di trasformazione e restauro che prevederà anche la realizzazione dell’accesso ovest. Per discutere di tutto questo il laboratorio partecipato riprenderà il lavoro con i cittadini già dalla prossima settimana.

a presto….

Qui sotto trovate un articolo che annunciava l’inizio della progettazione esecutiva. Da allora abbiamo fatto un rilievo preciso del muro di cinta. Ora si decide con voi a quali lavori dare la priorità.

12 luglio villa dolfin

Una prima occasione per far conoscere il progetto anche fuori da Porcia

Il convegno sui giardini storici e sul loro recupero ci ha fornito l’occasione di presentare il progetto a un convegno organizzato dalla Soprintendenza di Ferrara e la locale Università. E’ stata anche l’occasione per enunciare quelle che sono le novità metodologiche proposte per riorganizzare uno spazio che ha bisogno di una nuova interpretazione. Il carattere partecipato e urbano impresso a questo progetto è un elemento di novità per il dibattito. Il giardino storico non è più solo un oggetto estetico ricomposto dagli specialisti e osservato dal pubblico. Il giardino deve diventare un motore di socialità, un ambiente che non è un corpo separato rispetto alla città, ma che serve a definire il senso della stessa. La ricostruzione filologica, per quanto è possibile, non deve essere solo appannaggio dei professionisti, ma una occasione per reinterpretare uno spazio che da giardino separato diventa spazio pubblico. E lo spazio pubblico non è più un luogo atemporale dedicato alla contemplazione, ma un ambiente attivo e propositivo per la cittadinanza.

Ecco il manifesto del convegno sui giardini storici.

Convegno 12 maggio 2017_Giardino OPS programma

e qui il sito di riferimento dell’iniziativa

http://www.ilturco.it/interno-verde/giardino-ops/

Il Progetto per il Parco

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Pubblichiamo di seguito gli elaborati del progetto per il parco di Villa Correr Dolfin in modo che la divulgazione di questi documenti possa contribuire a un dibattito costruttivo all’interno della società purliliese. Alcuni documenti danno la possibilità di valutare anche alcuni costi che esulano dal semplice restauro degli spazi aperti.

Durante le quattro occasioni del dibattito più volte è stato sollevato il problema che la configurazione dello spazio aperto non poteva non tener conto di una ipotesi di restauro degli edifici che stanno nei diversi settori del parco. Per esempio, l’auspicabile restauro della villa comporterà necessariamente l’occupazione un domani di un’ampia parte del giardino formale con il cantiere. Le funzioni previste nelle ex dipendenze della villa non devono importare pratiche che creino conflitti con l’uso del parco. Per questo abbiamo stimato e indicato alcune soluzioni anche per il recupero dei volumi del complesso dei Correr all’interno della cornice culturale che sostiene tutto il progetto.

Per questo motivo la scelta di lavorare nella valutazione delle opere di trasformazione con schede diverse per le diverse aree ci è sembrata la soluzione migliore per rendere efficace il racconto della proposta. Il progetto è il “quadro” da raggiungere attraverso un processo di piccoli microprogetti che poco alla volta completano il disegno del nuovo parco.

Io e Annalisa Marini speriamo che questo sforzo per uscire dalle tavole di un disegno specialistico per costruire una narrazione del progetto venga apprezzato.

Cogliamo ancora una volta l’occasione per ringraziare le decine di cittadini che hanno partecipato alle quattro giornate di laboratorio certi che troveranno all’interno del nostro progetto molte delle cose che hanno proposto. Quello che si è formalizzato nelle tavole del progetto è diverso da quello che avevamo immaginato all’inizio di questo percorso proprio perché il vostro aiuto a capire il “senso dei luoghi” è stato determinante.

Si è trattato di una vera esperienza di coprogettazione.

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Sintesi della discussione relativa al recinto degli orti

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin

area ‘recinto degli orti’

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Nella mappa del Pasiani (1783) Il recinto con le case degli agricoltori e domestici compare con la lettera B subito dopo l’insediamento di Villa sergnato con A.

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Nel catasto austriaco si nota l’edificio completamente edificato a nord e le case della servitù a est. Lo spazio di aia di fronte agli edifici è molto grande mentre lo spazio agricolo è segnato con un verde intenso.

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Nella foto aerea del 1953 si notano invece importanti piantagioni che hanno riorganizzato tutto lo spazio interno al recinto occupando anche parte dell’aia.

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin

area ‘recinto degli orti’

Considerando la parte del ‘recinto degli orti’ (*), nella parte a nord ovest del parco:

(*) storicamente area in cui vi erano gli orti per la produzione alimentare per la Villa

GIUSEPPE:

  • sarebbe importante mantenere una coerenza tra le funzioni previste per gli ‘edifici rustici’, una volta riqualificati e le aree circostanti;

  • è necessario un restauro permanente delle aree e non solo interventi provvisori;

  • risulterebbe interessante la possibilità di inserire nell’ampio spazio verde un sistema’ di ‘orti sociali’;

  • l’orto è visto come ‘elemento socializzante’ ;

  • l’ ‘area degli orti sociali’ potrebbe risultare la ‘cucitura’ con il resto delle aree pubbliche (del parco ma anche delle scuole limitrofe);

  • gli edifici, ristrutturati e riqualificati, potrebbero assumere anche funzioni collegate con l’economia locale e del territorio, specialmente con quella agricola (es. punto di visibilità/vendita/ promozione di attività di giovani agricoltori ‘innovativi’).

ANTONIO:

  • bisogna avere la visione generale del complesso e dunque inserire le nuove funzioni di quest’area in rapporto a cosa verrà realizzato nelle altre;

  • va tenuto in gran conto il collegamento tra il giardino sul retro della Villa con quest’area del ‘recinto degli orti’

  • mentre la parte dell’ampliamento novecentesco è liberamente discutibile, qui ci sono presenza (‘edifici rurali’) di cui si deve tener conto, specialmente in relazione alle future funzioni;

  • per gli edifici suggerisce di adibirli quali spazi per le associazioni cittadine, anche quale ‘incubatrice’ per future altre associazioni;

  • da queste considerazioni ne deriva un ‘no’ alla realizzazione di ‘orti sociali’ in quell’area;

  • dall’accostamento delle mappe storiche significative (mappa Pasiani del 1783 e catasto napoleonico) non si notano altri edifici e si potrebbe desumere che la produzione di cibo provenisse dal paese;

  • dalle campagne circostanti di proprietà dei Correr dunque provenivano vino e frumento;

NB: da studi recenti del 2007 (studio su un inventario dei beni della Villa) si evince che, nel corpo centrale della Villa, non vi erano spazi per la servitù. Dai documenti del 1638 però si nota che vi era un’attività agricola, pertanto, con la mappa Pasiani, si ‘legge’ che oltre agli orti, stalla e brolo vi erano edifici utilizzati come abitazioni per i contadini.

GIANNI:

  • una possibilità di utilizzare l’area sarebbe di costruirvi sopra un’auditorium che manca alla città di Porcia (viene però sottolineato dai progettisti che le necessità spaziali e di movimentazione di mezzi a funzione di una sala spettacoli è notevole e non congrua con l’area a dipsosizione. Il costo poi sarebbe impegnativo e alcuni presenti suggeriscono che forse sarebbe più opportuno fruire degli spazi per spettacoli già esistenti nell’area urbana (tra Pordenone e dintorni, raggiungibili in pochi minuti);

  • non è d’accordo con realizzazione di ‘orti sociali’ perchè potrebbero diventare luoghi brutti e disordinati;

  • la proposta per l’area verde è di realizzare un ‘parco inclusivo’ a misura di portatori di handicap, ritenendo quel luogo idoneo perchè più ‘chiuso’ e protetto rispetto all’area dell’ampliamento novecentesco;

    NB: (i progettisti fanno notare che ogni ‘parco giochi’ odierno deve rispettare regole/protocolli di inclusività, ovunque esso si trovi; altri partecipanti sottolinenano che è più sicura un’area visibile a tutti che una più ‘nascosta’);

DANILA:

  • se si dovessero realizzare ‘orti sociali’ servirebbe un ‘coordinatore’ per evitare che risultino disordinati e mal coltivati, insomma affinchè abbiano anch’essi un aspetto esteticamente piacevole e ordinato;

  • è d’accordo sul transito delle biciclette nei vialetti ciclabili che possano attraversare la’rea verde, a patto che non interferiscano con i pedoni (tutti d’accordo, anche con l’idea di far attraversare l’area dal ‘Pedibus’);

  • suggerisce di lasciare comunque spazi liberi per giochi e attività e di pensare il verde in maniera complessiva ( soprattutto per le funzioni delle varie aree);

GAETANO:

  • richiedendo che gli spazi verdi, siano essi anche ‘orti sociali’, possano essere attrezzati per un utilizzo anche ‘ricreativo’ e ‘socializzante’, porta l’esempio di un piccolo parco pordenonese ove è stato realizzato un fornetto per fare il pane e una griglia per il barbecue (in cui gli utilizzatori portano da sé il necessario per il funzionamento);

GIANMARIO:

  • in un ragionamento più ampio che accenna anche all’edificio della ex stalla, sottolinea che ad ‘auditorium’ potrebbe eventualmente essere adibito anche un ampio spazio multifunzionale (per conferenze, incontri, ecc.) sottolinenando che quello sopra la scuola di musica ha problemi di ‘interferenze’ di visibilità a causa di colonne portanti in mezzo alla sala (qui si ragiona brevemente sulla capacità statica dei solai…);

  • ritiene ottima l’idea della ‘permeabilità’ degli spazi verdi mediante la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili di attraversamento di tutto il complesso per rendere più ‘vivo’ tutto il parco.

Dal sopralluogo all’esterno tutti notano un portone chiuso che da accesso all’area privata adiacente e i resti di un edificio diroccato accanto a quelli esistenti, al confine con l’area delle scuole. Una proposta è di recuperare quel volume, ricostruendolo, e creare un passaggio porticato che connetta l’area del ‘recinto degli orti’ con l’area delle scuole ed in particolare con il parcheggio delle scuole, vicinissimo.

Si nota la contiguità di due spazi pubblici: area della Villa e area delle scuole, inoltre non va trascurata l’area adiacente che il Piano regolatore comunale ha destinato ad ‘area verde’, nel momento in cui vi sarà una urbanizzazione ( da parte dei privati proprietari dell’area edificabile).

Questa area del ‘recinto degli orti’ potrebbe dunque diventare, grazie a questa posizione di ‘contiguità’ una sorta di ‘snodo’ fra aree pubbliche.

Un sopralluogo piovoso

Sabato scorso ci siamo incontrati per la seconda volta all’interno del parco con i cittadini che desiderano collaborare al progetto di recupero del parco di Villa Correr Dolfin. La pioggia battente e il vento ci hanno costretti a rinchiuderci all’interno della ex-stalla dove sui tavoli della Proporcia abbiamo squadernato le carte e iniziato la discussione.

Durante un momento di pausa della pioggia, quelli che erano rimasti, hanno comunque svolto un sopralluogo nella zona della corte agricola elaborando e confrontando le informazioni emerse durante lo studio cooperativo delle carte. Durante la visita la pioggia è progressivamente aumentata e alla fine siamo dovuti rientrare nella stalla per fissare sulla carta le osservazioni fatte. In modo particolare si è presa coscienza della dimensione delle aie a servizio degli edifici rurali. In modo speciale ci si è concentrati sul tema delle connessioni e sulla necessità di legare la villa anche ai tessuti insediativi posti a nord. Questo asse di accesso permetterebbe di sfruttare il parcheggio delle scuole e di Via Vittorino da Feltre durante gli eventi che ormai si svolgono nel parco. Inoltre nei pressi delle scuole un vecchio cancello permetteva l’accesso al recinto agricolo e si tratterebbe solo di riattivarlo. In questo modo anche i cittadini che abitano a monte della villa potrebbero arrivare comodamente e il grande parco potrebbe trasformarsi in una grande “cerniera” territoriale.20161105_10150820161105_10190020161105_10384420161105_10390120161105_10392020161105_105003

L’uscita sotto la pioggia20161105_11570220161105_11593520161105_115948

I cespugli posti a fianco della residenza contadina nascondo un fabbricato crollato adiacente alla palestra delle scuole.

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Il cortile del recinto agricolo permetteva di raggiungere i campi posti a monte del brolo attraverso un cancello in ferro oggi quasi coperto dalla vegetazione ruderale che ha aggredito il muro di cinta in sassi.20161105_12132920161105_121458

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