Una nuova occasione per discutere sul futuro del Parco di Villa Correr a Porcia

Per restituire il processo di progettazione del parco della villa abbiamo organizzato una nuova iniziativa pubblica.

Ecco il programma

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Il progetto è completato e si va verso la fase della restituzione: ecco l’indagine storica prodotta da Francesca Venuto

Il progetto preliminare per il restauro del parco di Villa Correr Dolfin è completato nella fase della fattibilità e nei prossimi giorni (15 febbraio) ci sarà una occasione pubblica per presentare i prodotti cartografici e le relazioni.

Iniziamo comunque a divulgare i prodotti pubblicando in formato pdf gli esiti dell’approfondita ricerca che Francesca Venuto, una delle più attente studiose dei giardini friulani, ha compiuto con meticolosa attenzione. Questa relazione permette di conoscere lo sviluppo delle diverse fasi del parco ed è stata la colonna portante sulla quale si sono mosse le ipotesi avanzante in fase di laboratorio e durante il progetto architettonico.

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Il giardino formale e la geometria seicentesca

NOTE dei CITTADINI relativamente al parco di Villa Correr Dolfin. Area giardino formale seicentesco

Considerando la parte del ‘giardino formale seicentesco’:

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SERGIO:

  • ricorda che le palme, in tutto il parco della Villa furono piantate in maniera indiscriminata attorno al 1983 su indicazione dell’allora amministratore della proprietà. Da qui la grande infestazione di palme ovunque e la relativa piantagione quando ne cresceva una nuova;

FERNANDO:

  • ricorda che il cedro atlantica (Cedrus atlantica) aveva un suo ‘simmetrico’ dall’altra parte dell’ingresso, non ripiantato quando si è seccato;
  • essendo stato testimone dell’evoluzione in molti anni del giardino, oltre a citare il cedro atlantica (Cedrus atlantica) morto, ricorda anche due robinie (Robinia pseudoacacia) piantate simmetricamente e poi seccate e mai ripiantate;
  • ricorda anche la presenza di rosai nella parte anteriore, davanti alla Villa;
  • osserva che con l’attuale impostazione dei viali, si consente una visione migliore degli edifici circostanti perché il percorso porta a compiere un movimento circolare;
  • per quanto riguarda tutta l’area in oggetto, in particolare quella parte ad ovest sottolinea la presenza di importanti ristagni d’acqua in seguito a piovaschi intensi;

 

NB:Tutti concordano sulla necessità di provvedere, specie attorno alla Villa ad opportuni drenaggi per impedire la formazione di pozze e ristagni d’acqua.

ANTONIO:

  • fa notare che originariamente attraverso i viali del giardino seicentesco passavano le carrozze e dunque si deve tener conto di quegli spazi di manovra e prevedere ampi viali laterali alla Villa, anche in considerazione delle possibili funzioni pubbliche che l’edificio potrà assumere in futuro;
  • pensa che sia interessante riproporre un giardino formale simile a quello che appare nella mappa Pasiani ( ad aiuole quadripartite);
  • ritiene che non sia necessario sentirsi ‘vincolati’ dalla presenza delle statue dato che non si è sicuri da dove provengano e se fossero sempre state lì;
  • propone di creare una sorta di ‘separazione’ tra il giardino ‘formale’ attorno all’edificio della Villa, un giardino più ‘nobile e prezioso’, e gli altri spazi verdi (ampliamento novecentesco, ‘recinto degli orti’ e brolo;
  • per quanto riguarda la parte sul retro ed il viale dei tigli, si dice d’accordo nel ripristinare tale viale, rendendolo accessibile anche ai mezzi di servizio, specie con la creazione di un cancello (apertura solo di servizio) che metta in comunicazione con la via sterrata a nord;

GIANNI:

  • ritiene che i percorsi possano essere svincolati dalle antiche funzioni e dunque non necessariamente devono riprendere pedissequamente le forme del passato;
  • suggerisce che il giardino davanti alla Villa non sia preponderante nel suo aspetto, rispetto alla facciata dell’edificio e non lo ‘oscuri’, con piante troppo grandi o visivamente ‘invasive’, ma anzi ne permetta una visione completa e valorizzazione;
  • l’utilizzo di piante basse, come potevano essere le bordure seicentesche, possono essere ideali per valorizzare la vista della Villa ed anche riprendere lo stile del giardino formale;
  • per quanto riguarda la parte posteriore dell’area, dietro alla Villa: concorda nell’apertura dei due archi sul muro che divide l’area da quella del ‘recinto degli orti’, perché saranno un nuovo ‘ingresso’ a quello spazio e già indicano un cambiamento e una nuova funzione (passaggio di un eventuale percorso pedonale e ciclabile) di questa parte del giardino;

CLARA:

  • sottolinea che il parco viene riutilizzato ‘oggi’ e dunque non è il caso di rimanere legati ad un’impostazione formale seicentesca, ma si deve tener conto che la storia si evolve e dunque anche la forma del giardino seguirà questa ‘evoluzione’;
  • non è d’accordo sulle aiuole formali;

GAETANO:

  • mantenere le piante divenute esemplari che sono sane e ben cresciute;
  • per quanto riguarda la parte posteriore del giardino, a nord, sulla sinistra del viale dei tigli, suggerisce un ‘anfiteatro verde’ per eventi e spettacoli;
  • propone la possibilità di accogliere tende per brevi soggiorni, quali ‘foresterie’ (tale suggerimento viene escluso da tutti e motivato dai progettisti, sia per il vincolo storico monumentale del parco, sia con la possibilità di situare eventualmente una ‘foresteria’ comunale negli edifici rurali poco distanti, nel ‘recinto degli orti’);

Tutti concordano per l’utilizzo di questo spazio per funzioni legate a manifestazioni musicali/teatrali, data la futura accessibilità da nord e la presenza di edificio che, una volta recuperato, possa fornire attacchi elettrici e idrici.

DANIELE:

  • valuta positivamente l’idea di mantenere la parte anteriore del giardino quadripartita, con le aiuole rettangolari davanti alla Villa;
  • non è d’accordo nel taglio indiscriminato delle piante ma ritiene importante mantenere quelle sane e di grande dimensione, mentre per quelle non coerenti con il progetto e/o non sane si può procedere all’eliminazione e/o sostituzione;
  • ripristinare bordure anche in convallaria (Convallaria japonica) che consente una bassa manutenzione;

GIUSEPPE:

  • sulla parte posteriore della Villa, c’è già una consolidata percezione del viale fiancheggiato dai filari di tigli (Tilia platyphyllos) che va mantenuto;
  • in quest’area, ma anche in generale, suggerisce di utilizzare specie autoctone e particolarmente rappresentative (ovvero che diventino veri e propri ‘esemplari’), per esempio: farnia (Quercus robur), faggio (Fagus sylvatica), bagolaro (Celtis australis);
  • anche in considerazione del futuro utilizzo della villa, di tipo pubblico, riprendere la tipologia di giardino formale potrebbe aggiungere un elemento di valorizzazione, qualora però questo sia anche ‘interpretato’ in maniera attuale;

CARLO:

  • richiede di tenere presente giochi per bambini realizzati con il ‘verde’;

CORRADO:

  • ad una proposta dei progettisti, di ‘segnare’ come pavimentazione, il sedime di un possibili porticato che avrebbe probabilmente potuto essere costruito anche ad ovest, aderente alla barchessa, in maniera simmetrica a quello della barchessa est, si dice non d’accordo perché tale soluzione comunque non potrebbe ricreare una simmetria del giardino;

In generale quasi tutti osservano che, valutando tempi lunghi, la progettazione possa anche considerare eliminabili i due tigli della parte a ovest del giardino formale.

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 Considerando la parte del ‘prato stabile’ all’esterno del muro della Villa, lungo via Correr:

Dal sopralluogo all’esterno tutti notano che la siepe di lauroceraso e ligustro non valorizzano la Villa e servono solo a nascondere dei manufatti  (centraline lettura energia elettrica e/o gas) veramente incongrui con la vista frontale del complesso monumentale. Anche gli arredi urbani vanno ripensati e resi conformi con l’aspetto del complesso storico monumentale.

GIUSEPPE:

  • la siepe non è bella ma forse si può pensare a crearne una opportuna ed esteticamente piacevole per nascondere manufatti incongrui (la centralina) e per ricreare quella che anticamente poteva essere un ‘divisorio’ con la strada;

ANTONIO:

  • suggerisce di mantenere prato verde rasato davanti alla Villa, almeno fino al fossato trasversale (che esce dai laghetti);
  • valuta positivamente l’idea, su cui concordano i presenti, di ripristinare un piccolo bacino d’acqua in corrispondenza del fossato, per far ‘vedere’ l’acqua che esce dai laghetti di risorgiva della Villa;
  • è concorde con la maggior parte dei presenti di creare un’apertura all’estremità del muro verso l’asilo ‘Melarancia’, dato anche che quella parte di muro non è antica, ma rifatta di recente, per consentire il passaggio di un percorso ciclabile e pedonale che sia un altro ulteriore ingresso al parco dalla parte del brolo;

TERESA:

  • rispetto alla possibilità di riportare acqua pulita di risorgiva nei laghetti e di farla defluire anche nel fossato all’esterno del muro in pietra, ricorda che negli anni ’70 vi era una risorgiva all’interno dell’area delle adiacenti scuole elementari;

GIANNI:

  • ribadisce il carattere di ‘prato stabile’ dell’area a prato davanti all’ingresso della Villa;
  • cita l’esperienza francese del noto paesaggista Gilles Clement relativamente alla bellezza, funzione e mantenimento dei ‘prati naturali’;
  • sostiene che si potrebbe mantenere a ‘prato naturale’ almeno tutta l’area oltre il fossato. Questo potrebbe essere attraversato con una passerella, e poi, dall’altra parte, solo con la rasatura, potrebbe essere creato un percorso/viale attraverso l’erba alta del ‘prato naturale’ per consentire alle persone di ammirarne e riconoscerne le specie presenti;

Si nota la contiguità di due spazi pubblici: area della Villa e area delle scuole, inoltre non va trascurata l’area adiacente che il Piano regolatore comunale ha destinato ad ‘area verde’, nel momento in cui vi sarà una urbanizzazione ( da parte dei privati proprietari dell’area edificabile).

 

Le foto del primo incontro di progettazione partecipata del parco

14590337_10208999236272949_4951013823041528582_n14595742_10208999237952991_2550420757249571861_n14639730_10208999235192922_4433474897159387891_n14642167_10208999237032968_2862739867920680391_n14900410_10208999235592932_373050031034334749_nEcco una serie di immagini dei lavori di discussione in parco svolti sabato scorso. La giornata era splendida e abbiamo avuto molti interessanti interventi e contributi. Contiamo di rivedere le stesse persone sabato prossimo… e anche qualche altro cittadino in più.

img_1360img_1361img_1362img_1363img_1365img_1366img_1367img_1369

Una foto storica

Mirco Bortolin, che ringrazio molto, ci ha inviato un importante documento iconografico: la foto aerea della zona di campagna tra Pordenone e Porcia fatta con una ripresa aerea nel 1953 e conservata nell’Archivio Storico Comunale di Pordenone. Il documento è molto originale perché ci mostra il territorio in uno speciale momento. Il paesaggio di antico regime è ancora evidente dal sistema viario irregolare, dai disegni agrari centrati sulla policoltura e segnati da lotti allungati memoria delle tradizionali arature con gli animali. L’edilizia agricola è sparsa nella campagna e mostra un insediamento diffuso lungo le strette stradine campestri. Eppure in questa immagine ci sono alcuni segni di modernità che sembrano entrare a forza all’interno di questo paesaggio. Per cominciare le due grandi infrastrutture. La strada militare costruita da austriaci e francesi all’inizio dell’800 e la ferrovia costruita a monte dei terreni dei Correr .

Manca ancora la deviazione della grande circonvallazione pordenonese e la statale entrava a Pordenone come Viale Grigoletti. Nei pressi del confine però vediamo nascere i primi capannoni della Zanussi che poi determineranno in modo radicale le trasformazioni fisiche del paesaggio del territorio posto attorno al parco. Da un parco inserito nel paesaggio della campagna quello di Villa Dolfin diventerà un parco avvolto dalla diffusione della conurbazione pordenonese.

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Il segno della roggia alberata e delle due peschiere pseudo circolari è nel 1953 ancora molto forte come “ordine” della campagna.

Se guardiamo il dettaglio della foto aerea siamo portati a riconoscere nuovi elementi dell’organizzazione tradizionale del parco.

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All’interno del recinto non ci sono più piantate di viti. A Nord, contro il muro sembra essere stata piantata una piccola vigna alla Casarsa, mentre all’interno del grande trapezio è stata costruita una moderna stalla per l’allevamento bovino. Il viale che attraversava il brolo è in gran parte inerbito, mentre i percorsi all’interno del giardino formale sono ancora quelli che riconosciamo oggi. Il terreno accorpato al parco della villa a est alla fine dell’800 è ancora poco alberato, mentre la strada di servizio alla proprietà è già stata tracciata lontano dal recinto storico della villa e transitando per la zona della corte agricola innerva tutte le proprietà dei Dolfin disimpegnando il tradizionale viale del brolo. Della vecchia strada che passava in fregio alle barchesse o al limite del giardino della villa non c’è più traccia. Anche il vecchio viale nord della villa è stato nel frattempo dismesso mentre la fitta massa arborea presente a nord est sembra ricordare un precedente esperimento di giardino romantico nello spazio un tempo delimitato dalla strada comunale.

A questo proposito vale la pena notare il forte impatto paesaggistico del viale dei Correr alberato e che si caratterizzava come una vera e propria architettura capace di unire Porcia a Rorai Piccolo.